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giovedì 12 marzo 2015

La Galaverna (di Samuel Marolla)



La Galaverna

di Samuel Marolla

Ebook indie

48 pagine, 0,99 euro









Sinossi

Milano, giorni nostri. Uno spregiudicato manager scopre che nei parcheggi sotterranei dell'avveniristico grattacielo della sua multinazionale, edificato nel centro della città su rovine millenarie, una forza antica e malefica si è risvegliata da un lungo sonno. Un uomo convive fin dall'infanzia con la facoltà (o la maledizione) di poter scorgere, lui solo, invisibili e pericolose geometrie metropolitane. Due protagonisti indiscussi della movida milanese alle prese con i segreti oscuri della luccicante vita notturna. Tre racconti del terrore di Samuel Marolla, un viaggio nei recessi oscuri di una Milano tecnologica, multietnica e moderna, ma ancora dominata da malvagi poteri millenari.

Commento

Samuel Marolla torna nel suo "ambiente naturale", vale a dire la Milano segreta e mostruosa di cui, storia dopo storia, sta tracciando la mappa, sovrapponendola a luoghi, piazze, vie e monumenti noti a tutti.
La Galaverna comprende tre racconti, di cui il primo (che dà il titolo all'ebook) è il più lungo.
Si parte proprio da quel concetto di "realtà occulta", nascosta sotto la patina di apparente normalità e grigiore della vita quotidiana, e pian piano si scivola in una spirale fatta di mostri che si nascondono in angoli nascosti della città, di cospirazioni e di lotte occulte millenarie che si preparano alla battaglia finale.
Questa, come Marolla ci ha fatto intendere in altri suoi ebook, si svolgerà a Milano, la "città da bere", a metà tra le modernità stranianti dell'Expo e un passato oscuro, a sua volta in sospeso tra la mitteleuropa e l'animo latino e ingannatore di certi popoli mediterranei.

Tornano, anche se in maniera non invasiva, alcuni concetti chiave della mitopeica marolliana: la Malarazza, la Mezzanotte del Secolo, il disagio sociale di certi milanesi che sfocia in manifestazioni occulte e mostruose.

I tre racconti si leggono in fretta ma lasciano molto. Sono inquietanti e realistici, pur nel loro essere "fantastici".
Lo stile dell'autore si riflette, una volta ancora, nelle descrizioni spietate, realistiche e agro-dolci della sua città e nei dialoghi, milanesi che più milanesi non si può.

A 99 centesimi di euro è praticamente regalato.

giovedì 5 marzo 2015

Vai a prendere una stella (di Marco Siena)


Vai a prendere una stella

di Marco Siena

Prima di Svanire Stories

103 pagine, 1,99 euro










Sinossi

Gianni Davoli vuole passare un weekend con la figlia, portandola in campeggio sul fiume. Ma qualcosa è in agguato nelle campagne: una comunità isolata che rapisce i figli degli estranei. 
Ma i membri di questa comunità non sanno che Davoli è un agente della Fondazione Licht, e agirà subito per riprendersi sua figlia. 

Nuovo episodio della serie Fondazione Licht, questa volta ambientato in Italia, e che ha come co-protagonista Konopski, arrivato per raccogliere la testimonianza di Davoli. 

Commento

Fin da quando ho letto i suoi primi racconti, ho giudicato Marco Siena come una sorta di versione italiana (anzi, emiliana!) di John Connolly, scrittore irlandese che saltella con gran gioia dal thriller all'horror, risultando così in possesso di uno stile personalissimo, gradevole, a suo modo poetico.

Ecco, Marco Siena ci assomiglia.
Vai a prendere una stella è l'ulteriore dimostrazione di questo mio postulato.
Premessa: pur facendo parte di un ciclo di novelette legate da uno scenario ben delineato, Vai a prendere una stella è leggibile anche come storia a sé stante. La fruibilità non risulta compromessa, semmai vien voglia di recuperare gli altri titoli per saperne di più.

Con questo racconto (lungo), Siena ci porta in un viaggio nell'Italia rurale e gotica, qualcosa che sta a metà tra le favole nere di Eraldo Baldini le storie con famiglie di incestuosi assassini, di film come Wrong Turn e Southern Comfort.
I protagonisti dell racconto si trovano ad affrontare una comunità isolata e ignorata dal mondo moderno, la corte del Grasso, dove antiche entità, legate al mondo degli spettri e alla magia ctonia, compiono i loro rituali perversi per perpetuare la specie.

Vai a prendere una stella è un racconto scritto bene, ricco di pathos, L'elemento soprannaturale, pur essendo il cuore della storia, non è usato come deus ex machina. Al contrario, l'autore sa dosarlo, accarezzarlo, personalizzarlo.

Ottima lettura. Ne voglio altre dosi, grazie.

mercoledì 25 febbraio 2015

Quell'estate di sangue e di luna (di Eraldo Baldini e Alessandro Fabbri)



Quell'estate di sangue e di luna

di Eraldo Baldini e Alessandro Fabbri

Einaudi Editore

255 pagine, 15 euro

Link per l'acquisto (versione cartacea)




Sinossi

È l’estate del 1969. A Lancimago, paese rurale di poche centinaia di anime, quattro inseparabili amici undicenni, Enrico, Billo, Valerio e Gianni, seguono alla tivù la missione Apollo che porterà il primo uomo sulla Luna. Ma sul villaggio, proprio in quei giorni, si scatena un crescendo di eventi terribili e misteriosi. La natura stessa pare ribellarsi o impazzire, mentre aleggiano sui campi i fantasmi di superstizioni dimenticate e di antiche paure. Di fronte all’ottusità degli adulti saranno i quattro bambini, e soprattutto Enrico, che trova un alleato nella memoria lunga di nonno Siro, a fronteggiare l’orrore e a comprenderne il senso. Ma perché, trent’anni dopo, lo stesso Enrico accompagna a Lancimago il figlioletto?

Commento

Eraldo Baldini è uno dei pochissimi autori che in Italia ha maturato un vero successo scrivendo horror "puro". Del resto le sue storie, quasi sempre ambientate in un contesto rurale, attingono ai ricordi di chi, tra noi lettori, ha vissuto un'infanzia prettamente di paese, a contatto con realtà, tradizioni e misteri che pian piano acciaio e cemento stanno cancellando dalla memoria.
Quell'estate di sangue e di luna, scritto col contributo di Alessandro Fabbri, può essere definito senza dubbio la versione italiana di due notissimi romanzi: IT di S.King, e L'Estate della paura, di D.Simmons.

I punti in comune sono tanti, a volte forse anche troppi. Innanzitutto anche il libro di Baldini è una storia di formazione: un gruppo di ragazzini, calati in un contesto rurale (piccolo paesino, lontano dalle grandi città etc etc), si trova a lottare con un Male soprannaturale che mette in pericolo tutta la comunità, e che gli adulti (tranne alcuni) si rifiutano di vedere.
La differenza fondamentale sta nella lunghezza: mentre Simmons e King hanno scritto due romanzi tanto belli quanto lunghi, Baldini e Fabbri ci regalano un romanzo di media lunghezza, anzi, quasi corto, che può essere divorato in un paio di giorni. Cosa che tra l'altro riesce facilmente, visto che la storia è intrigante e costringe il lettore a girare pagina dopo pagina.

Gli autori sono molto bravi a tratteggiare lo scenario della vicenda, un paese immerso nella campagna, una comunità dove tutti sanno tutto di ciascun abitante, eppure dove vecchi misteri sonnecchiano nell'ombra, pronti a risvegliarsi per riscuotere il loro tributo di sangue. Non mancano, in quest'ambientazione, enormi campi di grano, paludi nebbiose, assolate stradine, casa abbandonate e altri elementi propri dello stile “baldiniano”.

Quel che è bello è vedere quanto una storia di questo tipo funzioni straordinariamente bene in un contesto italianissimo (l'Emilia Romagna agreste), senza dover ricorrere al “solito” Maine di kinghiana memoria. Il periodo scelto dagli autori è l'estate del '69 (nei giorni del primo volo umano sulla Luna), un'epoca storica in cui l'Italia è a cavallo tra la vecchia realtà contadina e il boom economico. Proprio il volo dell'Apollo 11 sembra rappresentare la metafora del passaggio da un mondo all'altro, ma anche quello dall'adolescenza all'età adulta.
Infatti il romanzo adempie alla perfezione anche il suo dovere di racconto di formazione, laddove la lotta dei ragazzini contro un Male ancestrale simbolizza proprio una sorta di rito di passaggio nel mondo dei grandi che, si sa, tanto buono non è.

Ottimo lavoro dunque, consigliato a chi ama questo genere di storie. Che poi assomigli un poco ai due romanzi già citati vuol dire poco e niente. L'importante è leggere un libro ben scritto e ricco di suggestioni che appartengono al subconscio di molti noi. In questo senso i due autori hanno perfettamente svolto il compito prepostosi.

sabato 7 febbraio 2015

Black Magic Woman (di Danilo Arona)



Black Magic Woman

di Danilo Arona

Fratelli Frilli Editore

244 pagine, 1,99 euro (versione ebook), 7,15 euro (versione cartacea)

Link per l'acquisto







Sinossi

11 settembre 2001.
Da anni residente in Italia, il giornalista spagnolo Manuel Blanco, dinanzi alle terribili immagini televisive delle Twin Towers in fiamme, riceve un inquietante documento via rete dall’America. Il file s’intitola Black Magic Woman, qualcosa di antico e di familiare per Blanco che ha indagato a lungo in passato sui misteri del Palo Mayombe e i suoi rapporti con le narcomafie. Quel resoconto, però, fa intravedere qualcosa di diverso: dietro la tragedia delle Torri e le sue conseguenze nel mondo non c’è solo la sigla misteriosa di Al Qaeda, ma un più arcano livello esoterico che, nel nome del Palo Mayombe e della magia nera islamica, fiancheggia il terrorismo scatenatosi nel mondo occidentale...
E se la guerra che vediamo ogni giorno combattere in TV fosse soltanto la facciata di sotterranea guerra psichica che una setta micidiale ha dichiarato all’umanità? E se le migliaia di vittime innocenti, soprattutto donne e bambini, da un parte e dall’altra, altro non siano che pedine progettualmente sacrificabili sul fronte di tale conflitto? E se i tanti misteri di una cronaca impazzita (ragazzini uccisi e/o scomparsi così come giovani donne) e le sue troppe apocalissi quotidiane rientrassero in questo mortale disegno?

E’ solo fantasia. Forse... Ma nel gennaio 2002, quando un piccolo di sei anni è misteriosamente assassinato in una villa sulle alture genovesi, Blanco - con l'aiuto di un anziano professore universitario e un tenente colonnello dell'Arma - scopre che il preambolo di tanto moderno terrore potrebbe addirittura risalire alla Londra del 1888, dove impazzava Jack lo Squartatore. Un lontano passato che si riverbera nella storia criminale dell'ultimo ventennio italiano, dove gli orribili delitti del “mostro di Firenze” s'incrociano ad altri inspiegabili e sanguinosi fatti di cronaca: Castelluccio dei Sauri, Novi Ligure, Chiavenna, gli omicidi di Donato Bilancia...

Commento

Riproporre questa mia recensione dopo diversi anni è una scelta meditata, non casuale.
Lo faccio perché Black Magic Woman, a mio parere il capolavoro letterario del sempre ottimo Danilo Arona, ha anticipato anni fa delle tematiche che oggi sono fin troppo d'attualità. Terrorismo, esoterismo, manipolazione della credulità popolare, riti occulti che legano remote periferie della vecchia Europa (Italia in primis) a signori della guerra che trasformano i loro desertici feudi in wasteland dominate da barbarie e da riti sanguinari.
Inoltre Black Magic Woman è ora in vendita anche in versione digitale a meno di due euro. Un'occasione imperdibile. Anche perché non ricordo altri thriller/horror italiani dal sapore tanto globale e... profetico.
Così, eccovi la mia vecchia recensione.

Anche in Black Magic Woman l’autore non tradisce lo stile che da sempre preferisce: il romanzo occultistico-esoterico presentato sotto forma d’approfondimento giornalistico.
Ambientato tra Piemonte e Liguria (in primis Bassavilla città cult dei romanzi di Arona), il romanzo rielabora ciò che sta accadendo ai giorni nostri cercando di porlo da un differente punto di vista: quello misterico e magico. In questo modo si mischiano magistralmente elementi apparentemente antitetici quali attualità e antichi riti, terrorismo e superstizioni ataviche, mondo moderno e mondo spirituale.
Arona non lesina in teorie e approfondimenti, sfruttando il taglio a volte quasi giornalistico del romanzo e giustificando mirate digressioni in campo esoterico con l’intervento di Alex Grandoni, un altro dei protagonisti del libro, sensitivo genovese e forse alter ego dell’autore stesso.

L’orrore evocato da Arona nasce dal quotidiano, dai piccoli orrori della provincia sonnolenta, annodandosi poi, in modo sapientemente verosimile, a scenari sempre più grandi, fino a scoprire trame occulte che mettono in pericolo l’esistenza stessa del mondo così come lo conosciamo.
La vicenda principale del romanzo è alternata da brevi storie collaterali che, pur nascendo dalla trama-madre, sono autoconclusive e aiutano il lettore a percepire la grandezza del Male che con le sue spire rischia di avvolgere qualunque cosa.

Quel Male che, nei romanzi di Arona, dà sempre l’impressione di essere così forte, inarrestabile e inevitabile tanto che, man mano che si prosegue nella lettura, sorge spontaneo un senso di pessimismo, accompagnato dal dubbio: ciò che l’autore racconta è davvero solamente frutto della sua fantasia creativa?

domenica 11 gennaio 2015

Ghoul (di Brian Keene)



Ghoul

di Brian Keene

Deadite Press editore

333 pagine

Link per l'acquisto










Sinossi

1984. Timmy Graco e i suoi migliori amici, Barry Smetzler e Doug Keiser, sono tre dodicenni che si apprestano a vivere quella che sarà l'estate più intensa della loro vita. Hanno anche una “base segreta”, ossia un nascondiglio ricavato nei pressi del cimitero del paese, di cui è custode il padre di Barry, un pericoloso ubriacone. Qui passano il tempo tra fumetti, soldatini e primi discorsi sulle ragazze e sulla sessualità.
Eppure qualcosa sembra turbare la placida estate del piccolo sobborgo di Baltimora in cui vivono i tre amici. Dapprima si tratta della scomparsa di una coppietta di liceali, il cui destino getta più di un'ombra sulla quiete della comunità. Nel mentre il cimitero subisce dei bizzarri smottamenti che fanno sprofondare alcune tombe nel sottosuolo. 
Timmy, Barry e Doug sono anche presi dai loro guai personali. Il nonno di Timmy è morto da poco, mentre Barry e Doug subiscono abusi dai loro genitori. Eppure presto si accorgeranno che un male più grande incombe su tutti loro, e la sua natura è antica, ultraterrena e disgustosa...

Commento

Ghoul sta a Keene come It sta a King e L'estate della paura a Simmons, ma in versione paperback (più breve e immediato).

Definiamolo quindi un romanzo di formazione in salsa horror, genere che a me non spiace affatto, anche se risponde a degli stereotipi che vanno fin troppo consolidandosi. Ghoul si pone un gradino più in basso di It e due più in basso rispetto al romanzo di Simmons, che considero il capolavoro di questo sottogenere. Necessitano alcune spiegazioni per giustificare questo giudizio. Vedo di darvele.

Keene è ottimo – tanto quanto i colleghi – nel caratterizzare i tre giovani protagonisti del suo libro. Timmy, Barry e Doug sono del tutto tridimensionali, credibili nei ragionamenti, negli atteggiamenti e nei dialoghi. Due di loro vivono tra l'altro situazioni familiari molto pesanti che, come si vedrà sul finire del romanzo, pregiudicheranno il loro futuro di uomini adulti.

La parte in cui Ghoul perde il confronto con gli altri due romanzi è quella del villain. Il demone divoratore di cadaveri citato nel titolo non ha né il fascino di Pennywise (It) né la potenza della Campana dei Borgia (L'estate della paura). Il Ghoul è una figura in fondo meschina, per sua stessa ammissione inferiore ad altri mostri che vanno a comporre la mitopeica dell'universo horror di Brian Keene. Ciò nonostante non sono disprezzabili i vezzi di splatter che il suddetto demone regala ai lettori, tra banchetti di cadaveri e squartamenti dei viventi. Nulla di troppo mostrato, ma molto di splendidamente raccontato (alla faccia di chi sostiene che questa tecnica sia sempre e comunque sbagliata).

C'è un aspetto su cui Keene ha lavorato in modo furbetto, durante la scrittura di Ghoul, vale a dire la rievocazione dell'atmosfera degli anni '80. L'autore abbonda nelle citazioni di canzoni, dischi, programmi televisivi, fumetti della Marvel e della EC Comics, tanto che alla fine ci si sente trascinati, volenti o nolenti, nel 1984, anno in cui e ambientato il romanzo.
Si tratta di una strategia molto astuta e comunque del tutto lecita, quasi come se Keene abbia voluto rivolgersi a uno specifico pubblico pigiando sui tasti della nostalgia e delle atmosfere vintage. Opportunismo? Scelta facile? Può darsi. Comunque sia funziona: a me in quanto lettore tanto basta.

martedì 25 novembre 2014

La Casa delle Falene (di Alessandro Fusco)


La Casa delle Falene

di Alessandro Fusco

Ebook autoprodotto

1,49 euro

Link per l'acquisto.










Sinossi

I fatti citati e la storia riportata in questo testo sono quanto di più bizzarro e insieme inquietante mi sia mai capitato di raccogliere come testimonianza sul mio cammino di autore. Ci sono cose che ho sentito dire, molte leggende o vecchie storie di cronaca surreale, oscura e magica su cui mi sono soffermato tante volte in passato, per studio o per diletto. Ma mai, come in questo caso, ho avuto la strana sensazione che quanto carpito attraverso le parole di chi il Male sostiene di averlo incontrato mi abbia lasciato un concreto senso di inconsapevolezza. Nessuna logica assoluta potrà mai spegnere le paure dell’animo umano più profonde. 

Commento

Racconto di media lunghezza pubblicato da Alessandro Fusco in occasione dell'ultimo Halloween, La Casa delle Falene si rivela essere una buona storia che parte dal mondo delle sette occulte e si allarga verso altri elementi più o meno classici dell'horror.

Fusco sceglie un'impostazione che mi piace definire "alla Arona", in cui le vicende narrate vengono spacciare per reali. L'equivalente libresco di un found footage cinematografico.
L'espediente, ben orchestrato, funziona, attribuendo al racconto un taglio realistico (almeno a tratti) e uno stile diretto e privo di troppi fronzoli, che giova alla storia proposta dall'autore.

Sebbene si tratti di un'opera di lunghezza limitata, tutti i membri della setta ricevono una caratterizzazione e una citazione personale/personalizzata, nel tentativo quasi del tutto riuscito di ricreare le reali dinamiche di gruppi di questo genere.

Ciò che però risulta più riuscito dell'intero ebook è lo scenario. La Casa delle Falene è ambientato nel Nord Italia, tra ottobre e novembre. Luoghi di brume, di indifferenza e di persone sostanzialmente schive e sospettose.
Quel nord dove nulla pare mai accadere, ma in cui ogni paesino, ogni casa abbandonata può nascondere segreti, misteri e orrori.

Concludendo questa breve disamina, il racconto è sicuramente valido. Ci sono alcuni refusi, che però non rovinano affatto il piacere della lettura.
Consigliato per una notte insonne di fine autunno.


giovedì 6 novembre 2014

Vukovlad (di Paolo Maurensig)


Vukovlad

di Paolo Maurensig

Mondadori editore

109 pagine, 4,20 euro










Sinossi

Nell'agosto del 1939, Emil Ferenczi si trova sui monti Tatra, in Polonia, per fronteggiare l'imminente invasione nazista come sottufficiale dei Cacciatori Ungheresi. Nel corso di lunghe marce attraverso una natura selvaggia e ostile, all'apprensione per la concreta minaccia del nemico si intrecciano, in un oscuro crescendo, atavici timori superstiziosi. Alla loro origine, una serie di scomparse e delitti che sono forse l'opera di una bestia spaventosa. La creatura, però, sembra avere i tratti del margravio di quelle terre, Vukovlad. Maurensig si muove sul crinale ambiguo del genere fantastico, costruendo un romanzo nel quale gli eventi si succedono sulle prime con rigore, come il lucido incedere di un cavallo degli scacchi, per poi frangersi subito dopo, travolgendo con sé il lettore nell'alternarsi continuo di logica e superstizione, razionalità e soprannaturale. E l'ambientazione alle soglie della Seconda guerra mondiale innesta, con uno straniamento di grande impatto, i più antichi, ancestrali orrori sul tronco del male della storia.

Commento

Singolare romanzo datato 2006, scritto da un autore garbato ed elegante, che però di solito si approccia ad altri generi rispetto al fantastico "puro".
Questo Vukovlad è invece una piacevole incursione nel genere, una rarità, visto il modo in cui fu presentato questo libro (non indirizzato a un pubblico young adult, né a quello radical chic).

L'ambientazione polacca, a inizio della Seconda Guerra Mondiale, offre uno spaccato di un mondo che stava per abbandonare il retaggio di un passato per molti versi ancora medioevale, in modo da abbracciare una modernità brutale e selvaggia, fatta di aerei da guerra e fucili mitragliatori.
In un borgo sperduto su monti Tatra sopravvive però un sperduto borgo in cui si tramandano tradizioni e leggende di un'epoca remota.
Su questo villaggio si staglia, cupa e misteriosa, la figura del misterioso margravio locale, forse uomo o forse bestia. A lui paiono fare riferimento tutte le superstizioni dei villici, che riguardano soprattutto voci riguardo all'esistenza dei lupi mannari.

Mausensig ha una scrittura molto raffinata e piacevole, in questo caso pennellata di tocchi retrò che ben si sposano con la storia narrata.
Vukovlad è un racconto affascinante, per quanto relativamente breve, che offre un quadro più che una storia, tanto che il finale lascia al lettore le interpretazioni su quanto è accaduto nel libro: c'è davvero del soprannaturale nel margravio, oppure tutto può essere ricondotto a spiegazioni razionali?

Con un prezzo finalmente competitivo (4.20 euro, contro i 16 euro del 2006), Vukovlad rappresenta un bel pezzo da collezione, una rarità ahimè non più copiata, non per quel che riguarda la grande editoria italiana.

martedì 30 settembre 2014

Il Seme di Azathoth (di Domenico Attianese)


Il Seme di Azathoth (Cronache della Famiglia Nemo Vol. 1)

di Domenico Attianese

Moonbase Productions

58 pagine, 1,99 euro











Sinossi

Perché una nave di gesuiti è diretta verso un'isola deserta? 
Perché il Capitano Rama Nemo e la sua ciurma, i più temuti pirati d'India, la assaltano pur sapendo che non contiene nulla di prezioso? 
Cosa nasconde il misterioso Abate Rodolfo Acquaviva, che sembra conoscere tutti i segreti di Nemo? 

Il Capostipite della Famiglia Nemo dovrà affrontare pericoli ogni oltre immaginazione: 
Sacrifici Umani. 
Grandi Antichi. 
Dei Esterni. 
Viaggi nel tempo e combattimenti tra Kaiju. 
Senza immaginare che lo aspetta ben altro, e che per quelli della sua famiglia è solo l'inizio! 

Commento

Torniamo a parlare di Domenico Attianese, dopo aver recensito (tempo fa) la sua novelette d'esordio, Punto Nemo.
Il Seme di Azathoth si ricollega a quel ciclo narrativo, ma ne rappresenta in realtà una sorta di prequel, in puro stile hollywoodiano.

L'autore ci narra le origini della battaglia che vede coinvolta la famiglia Nemo contro i Grandi Antichi di lovecraftiana memoria, e i cultisti che intendono farli tornare nel nostro mondo, per diffondere un'Apocalisse fatta di caos e di aberrazioni oltre l'umana sopportazione.

In questo racconto di media lunghezza il lettore familiarizza con Rama Nemo e coi suoi pirati. Siamo nella seconda metà del 1500 e il vascello Nautilus batte i mari in cerca di prede e di bottino.
Ma non è solo l'oro a interessare Nemo. Il capitano dal misterioso passato è infatti consacrato alla terribile dea Kalì, che lo protegge e al contempo lo sfrutta come assassino, cacciatore di mostri e sommo sacerdote (per quanto riluttante egli sia).

La novelette si apre con il Nautilus all'arrembaggio di una nave di gesuiti, in rotta verso una sconosciuta isola dell'arcipelago indiano.
Una volta abbordata la caravella dei frati, Nemo e la sua ciurma si troveranno coinvolti nei piani diabolici dell'abate Acquaviva, il cui piano è quello di evocare un'antica e deforme divinità, il cui tempio maledetto è situato nel cuore dell'isola misteriosa.
Kalì però ha altri piani, e non può permettere che il Dio di un altro universo infetti il nostro mondo con la sua progenie aliena...

Avventura, combattimenti, mash-up tra pirateria, Grandi Antichi e perfino Kaiju.
Il Seme di Azathoth è un ottovolante in cui tutto accade vorticosamente, senza mai smettere di divertirsi.
Il ritmo è serrato, molto veloce (in alcuni passaggi forse lo è fin troppo), gli spunti e gli omaggi si sprecano.
Come se non bastasse, Attianese ci fa assaporare alcuni possibili sviluppi della saga, tutti estremamente invitanti.

Serve davvero aggiungere altro?

giovedì 7 agosto 2014

Libera Me (di Marco Siena)


Libera Me

di Marco Siena

Prima di Svanire Stories

41 pagine, 0,99 euro








Sinossi

Ripartire da zero, viaggiare senza meta con un camper, libero da impegni, dalla routine. Giorgio si mette in viaggio, dopo aver venduto la casa che per lui era stata una prigione. 
La sua prima tappa è casuale: un paesino nelle campagne del mantovano. Una comunità chiusa con la sua sagra paesana racchiude qualche segreto, e Giorgio lo scoprirà suo malgrado. 

Un noir horror che tocca il tema dell' inbreeding, orrore che non sfugge nemmeno alle nostre comunità rurali italiane.

Commento

Uno dei migliori racconti brevi letti nell'ultimo semestre, Libera Me è una storia di ibreeding (come dice giustamente l'autore, Marco Siena), ma non solo.
Siamo in quell'Italia rurale e sconosciuta, spesso raccontata da autori come Eraldo Baldini e Danilo Arona. Zone non lontanissime dalle grandi città, eppure spesso sconosciute, governate da leggi non scritte, da convenzioni decennali, spesso lontane dalla morale comune.
Segreti inconfessabili vengono protetti e nascosti da chi abita questi luoghi, paesini ameni e apparentemente insignificanti.

Il protagonista di Libera Me si imbatte proprio in una comunità di questo genere, venendo coinvolto in una sagra di paese il cui fulcro è qualcosa di tremendo e di orribile. 
I paesani tengono prigioniera una creatura antichissima e soprannaturale (non vi farò spoiler) e si cibano di lei, poco alla volta.

Oltre alla riuscita atmosfera gotico-rurale del racconto, Libera Me parla anche della millenaria questione della "scelta", il libero arbitrio che qualcuno ha concesso a ciascuno di noi.
Giorgio, il protagonista della storia, saprà affrontare questa prova, oppure cadrà nella tentazione di voler punire sangue col sangue?

Scopritelo acquistando il racconto.
Per meno di un euro si tratta senz'altro di un grande affare.

sabato 17 maggio 2014

Neila (di Antonio Ferrara)



Neila


di Antonio Ferrara

Lettere Animate Editore

169 pagine, 1,49 euro

Link per l'acquisto







Sinossi

Cristina Ricci è una ragazza felice. Ha un buon lavoro e un fidanzato. Conduce una vita tranquilla insieme alla madre, nonostante abbia perso il padre all’età di sette anni. Una sera, parte con Marco per un fine settimana nella provincia di Avellino e la sua vita viene stravolta dalla improvvisa scomparsa del ragazzo. Di lui non vi è alcuna traccia.
Disperata, riesce a raggiungere una casa lungo la strada, ma scopre ben presto che la gente del posto è ostile. A Neila non tutto è come appare. Cristina tenterà di fuggire, ma per svariati motivi il paese non le permette di allontanarsi. Presa dal dubbio su cosa fare, cercare Marco oppure andare via, farà la conoscenza di uno strano bambino, Danilo, custode di una terribile verità sugli abitanti del paese. Insieme cercheranno di capire cosa stia succedendo in quel posto. Torneranno a galla antiche paure e rivelazioni, come quella della scomparsa del padre. Cristina scoprirà ben presto di non potersi fidare di nessuno, nemmeno degli affetti più cari...

Commento

Curioso romanzo del fantastico, Neila ha il pregio di tangere più sottogeneri, saltellando allegramente dal thriller al gotico italiano, per poi virare verso la fantascienza e l'horror.

L'ebook di Antonio Ferrara è una bella giostra, che alterna atmosfere molto azzeccate a momenti pulp (questa volta intesi in senso tarantiniano). Ha il grande pregio di non annoiare mai, e di spingere a voltar pagina, fino a scoprire la verità.

Verità che si perdere in un labirinto di specchi distorcenti, tra personaggi che non sono quel che dicono di essere, e che riescono addirittura a cambiare identità più di una volta nel corso del romanzo.

Neila ha anche un sacco di omaggi al cinema e alla letteratura di genere. Da IT, di Stephen King, al gotico rurale di Baldini, passando per L'Invasione degli Ultracorpi, Men in Black e le prime stagioni di Twilight Zone.
La costruzione del mistero è resa in maniera particolarmente efficace, anche se la storia prende la rincorsa e nelle fasi finale si perde in qualche momento concitato di troppo.

Il romanzo ha qualche passo falso nei dialoghi e in alcuni fastidiosi refusi. Nulla però che comprometta il piacere della lettura, soprattutto se affrontata con lo spirito giusto, ovvero quello del puro divertimento.

giovedì 24 aprile 2014

Dalle Colline con la Piena (di Davide Mana)


Dalle Colline con la Piena

di Davide Mana

8PiecePress

22 pagine, 0,98 euro







Sinossi

Alla deriva nella campagna sommersa dall'alluvione e martellata da una pioggia spietata, Rita non sa esattamente dove stia andando la sua vita. 

È notte. 
È buio. 
E Rita non è sola. 

E mentre l'acqua sale e lava via ogni suo piano e aspettativa, Rita dovrà perdersi, prima di ritrovare se stessa. 
E cambiare tutto. 

Il terzo Orrore della Valle Belbo prende una strada inaspettata, fra le colline inselvatichite e silenziose.

Commento

Inedito sconfinamento nell'erotico, pur senza abbandonare la centralità del tema horror, per la collana Gli Orrori della Valle Belbo, di Davide Mana.
Continua la rivisitazione in chiave dark di un angolo poco conosciuto del Piemonte (quello in cui vive l'eclettico autore).
Questa volta lo spunto del racconto nasce da un'alluvione che colpì Valle Belbo non molto tempo fa.

In Dalle Colline con la Piena si ipotizza che tale alluvione possa aver disturbato una creatura rimasta a lungo silente e nascosta agli occhi umani.
Questa creatura, il Gill Man (direttamente dal cult Il Mostro della Laguna Nera), si è spostato ai margini della civiltà, salvando una donna dall'annegamento: Rita.

E Rita sa come ripagarlo, complice alcuni funghi allucinogeni ingeriti nella tana dove il mostro l'ha portata, traendola in salvo dalle acque. Il prezzo è la carne, ma non c'è nessuna violenza, in questa unione innaturale. Semmai solo qualcosa di inquietante e sbagliato.

Atmosfere cupe, erotismo "bestiale", ma non pornografico, un vago sentore di cupa malinconia che serpeggia tra le 22 pagine dell'ebook.
Questo è Dalle Colline con la Piena.
Ed è bello perché funziona, e perché è scritto bene. Chiara dimostrazione che l'horror/erotico può coniugare i suoi elementi più tipici con una scrittura piacevole, evocativa.

lunedì 30 dicembre 2013

3 sotto la Luna (di Marco Siena)


3 sotto la Luna

di Marco Siena

eBook autoprodotto

103 pagine, 0,99 euro








Sinossi

Tre novelle horror sotto la luna dell’Inghilterra, tra licantropi, criminali da strapazzo e personaggi fuori dalle righe. Oltre all’orrore non manca l’umorismo. 
Nella prima, tre criminali da strapazzo inseguono Juan, un misterioso individuo che viene indicato loro come licantropo. 
Nella seconda, un agente speciale italo americano, Ray Konopski, arriverà a Londra per risolvere un caso fuori dal comune, e incrocerà la sua strada con quella di Juan. 
Nella terza, Harper, un bobby londinese, viene affiancato a Konopski, e farà anche lui la conoscenza dello strano Juan, l’uomo che lo ha assassinato la notte prima. 

Commento

Immaginate la scrittura di Marco Siena come quella di John Connolly, ma con una strizzata più spudorata al genere fantastico.
Se lo stile dei due autori si assomiglia moltissimo, e così anche le atmosfere che creano nei loro racconti, Siena è più esplicito a utilizzare i famigerati "elementi fantastici" nelle sue storie. Li definisco famigerati perché nel contesto italiano si preferisce spesso il realismo, il volare basso, come se l'immaginazione fosse una brutta malattia.
Per fortuna le produzioni indipendenti, come questo 3 sotto la Luna, se ne possono fregare dei preconcetti di certi editori, costruendo trame più complesse del solito giallo italiota ambientato in provincia.

L'ebook in questione è una raccolta di tre racconti strettamente legati fra loro. Sono storie che parlano di licantropi, ma in realtà questa è soltanto la classica punta dell'iceberg. L'autore ricrea un vero e proprio mondo occulto (dove la parola "occulto" va bene in tutte le sue accezioni) in cui si muovono persone comuni e altre che hanno correlazioni più o meno strette con questo sotto-universo popolato da creature soprannaturali.

Non amando gli spoiler sulla trama, spendo volentieri due parole sulla costruzione dello scenario, che è anglosassone al 100%, ricostruito con una minuzia di dettagli e di richiami che non ci si aspetterebbe da un autore italiano (emiliano) come Marco Siena.
Tra pub, campagne immerse nella bruma, pinte di birra, bobbies e altre caratteristiche tipicamente inglesi, 3 sotto la Luna ha il potere di trasportare il lettore nel Regno Unito, tra l'altro senza abusare in infodump o altre pratiche solitamente sconsigliate dagli appassionati di manuali di scrittura.

Concludo facendo un plauso a Siena per il sapiente utilizzo dello humor, che intervalla scene e trame che appartengono a tutt'altro genere. I protagonisti di questi racconti sono divertenti, e non è un risultato facile da ottenere, credetemi. 

domenica 29 dicembre 2013

BitchBlade 2 (di Germano M.)



BitchBlade

di Germano M.

Ebook autoprodotto

64 pagine, 0,98 euro

Link per l'acquisto






Sinossi


Barbara Brambilla è una modella per piedi.
Anaffettiva e sboccata, ama solo il suo pesce samurai.
Il mondo di Barbara è destinato a cambiare.
Una festa di Halloween.
Una strana villa fuori Milano.
Pericoli, mostri, spade giapponesi, humour nero, il cinema degli Anni Ottanta.
In una parola: BitchBlade.

Attenzione: questi racconti contengono linguaggio esplicito.

Commento

Ho avuto la possibilità di leggere BitchBlade 2 in anteprima.
Abbiamo a che fare con un dittico di racconti (strettamente correlati tra loro) di difficile definizione, nati per divertire e intrattenere, con azione, situazioni estreme, linguaggio esplicito, personaggi sopra le righe e tanti, tantissimi rimandi alle suggestioni dei film dei magnifici anni '80.

La protagonista principale, Barbara Brambilla, ha le fattezze dell'attrice Keira Knightley. Una scelta che risulta semplicemente perfetta, e che viene impreziosita dalla caratterizzazione che ne dà l'autore.
Proprio in questo aspetto - la caratterizzazione - c'è la forza di BitchBlade. Barbara è un personaggio che non passa inosservato, non annoia e strappa tante belle risate, grazie all'humor nero di cui sono intrisi i due racconti.

Non bisogna però cadere in errore: BB2 è un ebook action/fantastico, e quindi caldamente consigliato agli appassionati di questo genere.
Nei racconti potrete trovare citazione e omaggi a cult cinematografici quali Grosso guaio a Chinatown, L'Armata delle Tenebre, Die Hard, e molti altri ancora.
Germano M. raggiunge appieno l'obiettivo prefissato in fase di scrittura, vale a dire divertire il lettore e sbizzarrirsi nella narrazione, senza porsi particolari paletti di genere. Anche se BB2 fa parte del progetto Darkest (una versione a tinte horror di Due Minuti a Mezzanotte), l'ebook è del tutto godibile anche senza aver mai letto nulla in merito a questo setting.

Vale la pena far notare che, nonostante si tratti di un ebook autoprodotto (vale a dire indipendente, senza editore), la sua pubblicazione risulta professionale al 100%, dalla copertina all'editing, più tutto il resto.
Una precisazione utile soprattutto a chi ancora vive di pregiudizi e generalizzazioni.


venerdì 8 novembre 2013

Punto Nemo (di Domenico Attianese)


Punto Nemo

di Domenico Attianese

eBook Autoprodotto

27 pagine, 0,92 euro

Link per l'acquisto







Sinossi

Il Capitano Nemo, l'ultimo discendente di una lunga dinastia che per secoli ha combattuto gli Antichi, demoniaci esseri extraterrestri, deve ora fermare l'avvento del più pericoloso di loro. 
L'erede di H.P. Lovecraft, il più grande nemico della famiglia Nemo, intende risvegliare il più terribile dei Grandi Antichi, Cthulhu, per scatenare la sua furia sull'umanità. 
Fallire in questa impresa significherebbe vedere il mondo ridursi ad una distesa di cibo per gli Antichi, vedere gli umani diventare bestie da macello per nutrire mostruosi dei spaziali. 
Un destino peggiore della morte.

Commento

Lovecraft e i suoi mostri/dei/antichi sono stati rivisitati in molte salse e in molti campi trasversali e contingenti.
La letteratura, ovviamente, ma anche il cinema, la musica, i giochi di ruolo.
Del resto l'universo creato dal Solitario di Providence è tanto vivo e immenso da poterlo declinare in più modi, anche allontanandosi parecchio dalle atmosfere partorite nella prima metà del '900 da HPL.
Ed è bello così, dai.

Punto Nemo appartiene a queste ibridazioni letterarie (espressione che a Lovecraft sarebbe piaciuta assai).
Il suo autore, Domenico Attianese, ci propone un horror-action senza tempi morti, eseguendo un coraggioso e divertente crossover tra le avventure del Capitano Nemo e i racconti del ciclo narrativo degli Antichi, che ancora una volta tornano a minacciare il mondo, questa volta in modo palese, brutale, schietto e diretto.

Il tentativo di fermarli tocca proprio a Nemo e al suo equipaggio. La battaglia sarà di quelle spietate e dall'esito tutt'altro che scontato.
L'avversario, il villain, è una sorpresa che vi lascio scoprire all'esoso prezzo di 0.92 euro. Non credo che ne rimarrete delusi.

Occorre soltanto un piccolo disclaimer: Punto Nemo è un racconto horror, ma che favorisce le atmosfere e i ritmi dell'action splatter a quelli del brivido sottile e gotico.
Per alcuni sarà un bene, per altri sarà un male. Io consiglio più semplicementi di godere della lettura così come ce la presenta l'autore.

L'unico vero difetto del racconto, al di là dei gusti soggettivi, è quello di essere troppo veloce.
No, non parlo di lunghezza o di brevità, ma proprio di "battito narrativo". In alcuni passaggi Punto Nemo è davvero rapido, una sorta di giostra che va tanto svelta da rischiare di deragliare.
A dire il vero questo a qualcuno potrebbe piacere molto, ora che ci penso.
Sicché leggetelo e non se ne parla più.


lunedì 8 aprile 2013

Take the long way home (di Brian Keene)


Take the long way home

di Brian Keene

Deadlite Press

104 pagine, 7.99 $ (Kindle edition) oppure 7.95 $ (paperback)

In lingua inglese







Sinossi

In tutto il mondo moltissime persone scompaiono all'improvviso, in un battito di ciglia.Scompaiono mentre sono alla guida delle loro auto. Mentre fanno la spesa al centro commerciale. Dalle loro case. Dai loro letti. Dalle braccia dei loro compagni.
Scompaiono persone comuni, leader politici, cantanti, piloti di aerei. Vecchi, bambini, donne e uomini.
Steve, Charlie e Frank stanno tornando a casa quando tutto ciò accade. Alcuni loro colleghi sono svaniti insieme agli altri, mentre loro tre no, e non sanno ancora quale sorte è toccata ai parenti che li attendono a casa. Tutto ciò che possono fare è mettersi in marcia e scoprirlo. Nel mentre la civiltà attorno a loro crolla a ritmi vertiginosi. Le autorità, dimezzate negli effettivi, non riescono a porre rimedio ai molteplici incidenti occorsi nel momento della “cattura”. Non solo il mondo si trova ad affrontare un'emergenza senza precedenti, coloro che sono stati lasciati indietro hanno anche una domanda a cui trovare risposta: dove sono finite le persone svanite nel nulla? Sono state rapite dagli alieni? Oppure si tratta della rapture, la chiamata di Dio ai suoi servi più puri e fedeli?

Commento

In primis vi devo mettere in guardia. Questo libricino di sole 104 pagine si legge nel giro di due/tre ore. Il rapporto quantità/prezzo non è affatto favorevole, nemmeno in formato ebook. In pratica Take the long way home non può essere definito un romanzo, bensì un novelette, un racconto lungo.

Altra notizia che può spiazzare qualcuno: Keene affronta questa storia pescando nella mitopeica dei reborn christians, e in particolare nella rapture, la cattura celeste che, in anticipo di qualche anno rispetto alla fine del mondo, convocherà tutti i credenti più puri in paradiso, lasciando tutti gli altri a patire l'interregno dell'Anticristo, a cui seguirà poi la seconda venuta di Gesù.

Tempo fa ho dedicato un dossier sulla ricca – in termini prettamente monetari – narrativa americana che si rifà alla dottrina dei cristiani rinati e dei neocon. Lo trovate qui. Si tratta di saghe a metà tra la fantascienza e l'horror, ma in cui la distinzione tra buoni e malvagi è sempre nettissima.

Fa un po' strano vedere Brian Keene che si cimenta con un argomento così spinoso. Per fortuna si tiene lontano dalle banali estremizzazioni di autori fanatici come il reverendo LaHaye, un tizio che coi suoi romanzi escatologici ha venduto più di tal Stephen King.
Dall'impostazione medesima di Take the long way home si vede che Keene non ha intenzione di battere sul fanatismo religioso. I tre protagonisti della novel sono rispettivamente un ebreo, un gay e un ateo di origini polacche. Anche se la storia prende effettivamente il risvolto religioso/soprannaturale, non c'è alcun compiacimento nel descrivere una giustizia divina selettiva ed eugenetica che, un bel giorno, salverà i timorati del Signore e lascerà gli altri a scannarsi come bestie tra le rovine della civiltà.

In questa novel la rapture è un fatto concreto e inspiegabile in termini scientifici, eppure la mente del lettore non è mai violentata per meri scopi di proselitismo.
Per il resto Keene sguazza nel suo ambiente naturale, l'horror apocalittico. Genere in cui ha davvero pochi uguali nell'immaginare il crollo della civiltà e le bassezze umane che ne derivano in modo violento e virale. In Take the long way home non ci sono zombie, vampiri o guerre nucleari. Ciò che avviene è causa di un evento inspiegabile e “divino”, ma quel che ne consegue – violenze, stupri, saccheggi, brigantaggio – è innegabilmente opera della natura umana.

Non è una storia imperdibile, non è il miglior Keene. Tuttavia è un ulteriore ottimo esempio di come si può gestire uno scenario catastrofista partendo dal basso, e con gli occhi di persone comuni, non di eroi o di scienziati.
Al solito l'inglese di mr. Keene è di una fluidità impressionante, comprensibilissimo anche per chi ha una conoscenza poco più che scolastica di questa lingua. Ciò che impressiona dell'autore è proprio la maestria con cui costruisce trama e dialoghi. Se a una prima, banale occhiata può sembrare una scrittura semplice, ci si accorge presto che si tratta di ben altro: fluidità e occhio “cinematografico” di azioni e situazioni.

(Da un mio articolo del 13 luglio 2011)

lunedì 14 gennaio 2013

Demonio (di Graziano Diana)

Demonio

di Graziano Diana

Einaudi Editore

176 pagine, 15 euro










Sinossi

Gabriele ha trovato sorella, madre e padre uccisi in un lago di sangue. Tutto sembra accusare il padre: che si sarebbe suicidato dopo la strage. Perché allora Gabriele dice a tutti con certezza che «non è stato il padre?» Perché Gabriele, quando è arrivato sulla scena del delitto, ha visto qualcosa. Qualcuno. Qualcuno che lui riesce solo a definire «demonio». Da quel giorno la sua vita si affolla di strane presenze. Qualcuno lo segue. Qualcuno cerca di ucciderlo. Gabriele comincia a indagare, diventa detective. Perché, su un foglio dell'agenda del padre, c'è la stessa misteriosa frase latina che lui è sicuro di aver sentito pronunciare dalla terrificante creatura? Nella luce della Roma di oggi, tra architetture moderniste e gallerie d'arte, Gabriele scopre di dover combattere per la propria salvezza. Per salvarsi dal male. E da un destino molto peggiore della morte.

Commento

Dalla quarta di copertina scopro che Graziano Diana è al suo primo romanzo, ma è un regista e sceneggiatore di lungo corso, con collaborazioni molto importanti alle spalle (Ultrà, Canone Inverso, La Scorta, Ultimo etc etc).
Demonio (titolo poco azzeccato), parte come un giallo, ma prestissimo fa una virata decisa - aggiungerei coraggiosa - verso l'horror esoterico, prendendo un po' spunto dai thriller a fondo soprannaturale/religioso che oggi vanno tanto per la maggiore.
Tutto parte da un terribile fatto di cronaca come, ahimè, se ne sentono troppi ai notiziari: le stragi della follia, quelle che avvengono tra le mura domestiche. E' il protagonista a scoprire la propria famiglia sterminata da suo padre, che poi si è fatto saltare la testa con un fucile. Mentre gli inquirenti premono per chiudere in fretta il caso, Gabriele è sempre più convinto che sulla scena del delitto ci fosse qualcun altro, la cui presenza ha poco di terreno e molto di diabolico.
Non potendo raccontarvi troppo (rischiando così di rovinarvi la lettura), posso tuttavia confermare che Diana ha il coraggio di portare fino in fondo una storia che non si risolve con la solita trovata positivista-razionalista all'ultima pagina. No, la trama si tinge sempre più di soprannaturale, trascinandosi verso un finale cupo e con ben poco di rassicurante. Proprio come ci si aspetta da un buon horror senza compromessi.

Diana ha una scrittura pulita, ma che non disdegna introspezioni, ricerca psicologica, sviluppo dei personaggi, anche se quest'ultima fase rimane incompiuta per quel che riguarda i comprimari del romanzo. Dovessi fare dei paragoni, per quel che servono, direi che l'autore ricorda un pizzico Danilo Arona, per quel che riguarda alcune trovate narrative, e ha un po' della malinconia di fondo propria dei romanzi di John Connolly. Fatte le debite proporzioni, ovviamente.
Buoni i risvolti "esoterici" della trama, anche se potevano essere approfonditi molto di più; invece l'autore si limita a darne una descrizione un po' troppo sommaria, senza addentrarsi in quella che a mio parere è una trovata originale e molto interessante. Da qui viene facile dire che il più gran difetto del romanzo è forse l'eccessiva brevità: 15 euro per 176 pagine a caratteri. Non proprio spiccoli. Insomma, non è esattamente quel che si dice un prezzo competitivo.
Demonio si presterebbe a un sequel, magari in grado di riprendere i tanti punti interrogativi lasciati in sospeso. Io di solito non amo scelte editoriali di questo genere, ma in tal caso sarei il primo a invitare Graziano Diana a dare un seguito a questo suo romanzo. 

sabato 15 dicembre 2012

Bialere - Storie da Idrasca (di Luigi Musolino)



Bialere - Storie da Idrasca

di Luigi Musolino

Narcissus Self Publishing

678 kb circa, formato ePub - 0.99 euro

Link per l'acquisto





Sinossi

Idrasca. Un paese come tanti altri, affossato nella Bassa piemontese. Un paese dove nulla è ciò che sembra. Dove riti, maledizioni e creature di un passato ormai lontano sono sopravvissuti all’avvento della modernità… “Le masche, ovvero le streghe del Piemonte. Abbondano a Idrasca. Sembrano confinate e ridicolizzate, ma sono in realtà il cuore marcio della maligna comunità. Il Paese del Male immaginato da Luigi Musolino deve tanto alla geografia del territorio quanto all’immaginario formativo importato dal New England. Bialere – Storie da Idrasca non è neppure configurabile come un’antologia. Leggetelo come un romanzo a racconti autonomi, un capitolo per ogni faccia del Male. In modo subdolo e rabbrividente, sentirete aria di casa…” (Dalla prefazione di Danilo Arona.)

Commento

Altra autoproduzione, altro lavoro di qualità superiore.
Luigi Musolino ci propone un'antologia di racconti che hanno come comune denominatore il paese piemontese di Idrasca, ipoteticamente situato a pochi chilometri da Torino, in piena campagna, e luogo ideale per ambientare storie d'orrore che affondano nella tradizione italiana.
Già, quella ricchissima tradizione folkloristica mal sfruttata da cinema e letteratura, ma che offre spunti a non finire per lo scrittore in grado di coglierli.

Idrasca è il luogo dove vivono (o vivevano) le Masche, streghe votate al male, brutte, crudeli e depositarie di antiche formule magiche tramandate tramite i Libri del Comando.
Musolino ne ricava sette storie, una più terrorizzante dell'altra. Racconti ricavati in quell'area grigia e invisibile situata tra l'anonima quotidianità e il mistero.
Storie di animali demoniaci, di ladri che scelgono di rubare nella casa sbagliata, di antichi riti pagani celebrati nel cuore delle campagne piemontesi, e di molto altro ancora.

Le Masche aleggiano su tutto il libro, anche in quei racconti in cui la loro presenza è per certi versi marginale o invisibile.
La scrittura di Musolino è funzionale al genere trattato. La sua conoscenza dell'argomento permea le pagine dell'ebook, così come la capacità di stupire e spaventare, senza ricorrere a quell'horror caciarone e urlato che sembra andare per la maggiore oggigiorno.

Bello il progetto, di lovecraftiana memoria, di creare la mappatura immaginaria di un paese in cui il Male è più forte che altrove. Fossi nell'autore non abbandonerei questo scenario, che offre senz'altro parecchi spunti per altrettanti, nuovi racconti.
Tra quelli pubblicati in questa antologia i miei preferiti sono senz'altro Lo zio che ammazzava le bestie e La sveglia. Il livello però è sempre molto alto.
Una lettura che merita, senza riserve.

giovedì 1 novembre 2012

Gli Amanti (di John Connolly)



Gli amanti

di John Connolly

Rizzoli editore

409 pagine, 8.90 euro








Sinossi


Entrare nelle vite degli altri e scavare nei loro segreti non è mai stato un problema per il detective Charlie "Bird" Parker. Questa volta, però, in preda allo sconforto dopo il ritiro della licenza di investigatore privato, Parker dovrà addentrarsi in qualcosa di ben più inquietante: il suo stesso passato. E, in particolare, quel tragico momento di tanti anni fa quando suo padre, un agente dell'NYPD, si tolse la vita dopo aver ucciso due giovani innamorati. Un assassinio folle e apparentemente senza motivo, di cui la polizia di New York, per salvare uno dei suoi, insabbiò tutte le prove. Ha ora i demoni di quel passato sono tornati: sotto forma di una misteriosa coppia di amanti, custodi del segreto che sta dietro a quell'omicidio ancora insoluto, tornati per portare a compimento una tardiva, e terribile, vendetta. E ossessionare il detective finché non farà i conti con gli sconvolgenti segreti sepolti da sempre nel passato della sua famiglia.


Commento

John Connolly è uno scrittore horror mimetizzato da thrillerista.
Stampatevelo bene in testa. Senza questa presa di coscienza non si va poi molto lontano. Connolly vive quella politica da burletta intrapresa dalle grandi case editrici italiane che vogliono far sparire le parole “horror” e “fantascienza” dai loro cataloghi.
Forse perché sono due generi che, più di altri, fanno pensare e sfuggono alle mode. Così agli scaffali dell'horror vengono relegati i soli vampiri liceali e a quelli della fantascienza le novelization di Warhammer 40.000 e le eterne ristampe di Asimov e PK. Dick (bravi, ma basta!).
Tutto il resto deve sgomitare, mimetizzarsi, trovare spazio altrove perché dà fastidio. Ecco, i libri di Connolly rientrano perfettamente in questa non-categoria.
Certo, lo scrittore irlandese parte da solide basi da thriller e anche da noir. I suoi personaggi sono spesso dei perdenti, dei poveracci che conducono esistenze tristi a rimpiangere occasioni perdute e familiari morti. Charlie Parker ne è l'esempio più lampante: ex poliziotto, ex detective privato, vedovo e da poco separato dalla sua nuova compagna, pare avere come unico scopo della vita la sopravvivenza dai guai che gli arrivano addosso da ogni parte. I suoi due migliori amici sono un ladro e un assassino, entrambi gay, e un rabbino caduto in disgrazia che disserta di angeli caduti e di possessioni demoniache.
Parker è già stato protagonista di molti libri usciti dalla penna (vabbé, dal word processor) di Connelly. In quasi tutti i casi l'elemento horror soprannaturale ha fatto capolino, tra fantasmi, serial killer preveggenti, predicatori folli e schiatte sataniche. In questo Gli Amanti succede ancora. L'autore scava nel passato del suo antieroe, svelandone finalmente la vera identità, e abbozzando quello che si prospetta come il futuro scontro finale con colui che tira le fila delle creature che più volte Parker si è trovato ad affrontare. Saranno proprio due di loro, gli angeli caduti noti con soprannome di Amanti, che tenteranno di farlo fuori prima che il detective possa procurare guai al loro mandante sulla Terra.
La scrittura di Connolly è come sempre altamente evocativa, in sottile equilibrio tra sarcasmo, suggestioni horror e venature da noirista d'eccellenza. La storia, meno elaborata delle precedenti, è comunque godibile e ben curata. I fan di Parker non ne saranno per niente delusi. Viceversa chi si affaccia per la prima volta sul mondo dello scrittore irlandese potrà trovare dei passaggi ostici e poco comprensibili.
Purtroppo ho riscontrato una decina di refusi sparsi qua e là nelle 409 pagine della edizione italiana. Troppi per una grande case editrice come Rizzoli.

giovedì 23 agosto 2012

Il Circo dei vampiri (di Richard Laymon)




Il circo dei vampiri
di Richard Laymon
Edizioni Gargoyle Books
16 euro, 384 pagine



Sinossi
È una torrida mattina d’agosto dell’estate del 1963. Siamo a Grandville, nella rurale provincia americana, e a ogni albero e palo della luce lungo la statale è stato affisso un volantino che annuncia l’arrivo in città del Circo Itinerante dei Vampiri.
L’attrazione principale – campeggia a caratteri cubitali sul manifesto – è la bellissima Valeria, l’unico esemplare vivente di vampiro ridotto in cattività.
Per tre adolescenti del luogo, Dwight, Slim e Rusty, è molto più che l’evento dell’estate, è lo spettacolo del secolo.
Nonostante i volantini proibiscano espressamente l’ingresso per i minorenni, i tre decidono che vi assisteranno a qualunque costo, ignari di andare incontro a un orrore senza fine.
Una storia di amicizia, di paura e di coraggio, di tentazione e passioni giovanili, che segnerà per sempre le vite di tre ragazzi per i quali il circo non sarà mai più lo stesso.
Commento
Il circo dei vampiri parla molto marginalmente di vampiri, diciamolo subito. Essi, anzi, essa, perché si tratta di un’unica presunta non-morta, fa da sfondo alla storia narrata, comparendo solo alla fine, in modo concitato e senza lasciare spazio all’approfondimento su ciò significa essere (o meno) un succhisangue.
Allora cosa è questo romanzo?
È una storia di formazione in salsa horror, come It, come L’estate della paura, come Ghoul. Ciò vuol dire che è un romanzo con gran parte degli stereotipi del caso:
Il piccolo paese della provincia americana.
L’estate.
Il ragazzino grasso, quello intelligente e la ragazzina coi problemi famigliari alle spalle.
Il mostro.
I bulli.
Gli adulti che sembrano appartenere a un altro mondo/universo.
Sta a ogni singolo autore saper amalgamare bene questi ingredienti. In fondo è come fare un Mojito: la sua riuscita dipende dalla bravura di chi miscela il cocktail.
Richard Laymon, compianto autore horror statunitense, era un volpone con anni di carriera sul groppone. Difficile dirvi se è uno scrittore che mi piace o meno. I suoi romanzi hanno sempre degli elementi molto interessanti, impiantati però su una trama ampiamente migliorabile. Il circo dei vampiri è del tutto in linea con queste caratteristiche.
Ben 386 pagine per narrare una singola giornata di tre quindicenni ansiosi di vedere l’esibizione “dell’unica, ultima vera vampira” sono forse troppe, anche se il romanzo è un voltapagine di quelli efficaci. In realtà la cosa che più funziona in tutto il libro, anche se pochi lo dicono, è l’erotismo smaccato di due dei tre protagonisti, Frances (Slim) e Dwight, che in queste fatidiche 24 ore scopriranno la loro sessualità e l’attrazione reciproca, fino a quel momento solo pensata ma mai manifestata.
Tolgo ogni dubbio: Laymon, pur non scadendo in volgarità palesi, descrive approcci, petting, sbirciatine, erezioni etc etc, senza troppi giri di parole. E lo fa bene, ossia in modo credibile. Il lettore riesce a immedesimarsi nell’adolescente che è stato, con tutto quel mix di sogni pruriginosi, titubanze, paure e slanci romantici che ciascuno di noi ha vissuto.
Tutto il resto sembra far da contorno: l’orrore (più accennato che altro), la storia, il circo dei vampiri, i piccoli misteri disseminati cammin facendo.
Lo stile è fresco, ironico, a volte un po’ troppo surreale nei dialoghi e in alcuni personaggi secondari. Il finale lascia decisamente perplessi, più per come è stato tagliato via alla svelta che non per il contenuto. Nel complesso però si tratta di un libro piacevole e senz’altro non noioso, anzi.
Peccato solo per il pessimo editing dell’edizione italiana, che lascia spazio a parecchi refusi, alcuni fin troppo pacchiani.
Nel frattempo… (una nota a margine) 
Ripubblico questa recensione a distanza di qualche mese. Ai tempi il vecchio blog era sotto attacco degli hacker e l’articolo passò quasi del tutto inosservato. Visto che Il circo dei vampiri mi sembra una perfetta lettura estiva, forse vi farà piacere recuperarlo e rievocare le atmosfere di It. Nel mentre Gargoyle è una casa editrice che ha cambiato del tutto struttura e mission aziendale. Non pubblica più horror, prova a proporre qualcosa di fantascienza, tuttavia mi pare ancor meno distribuita rispetto a prima.
Forse Gargoyle aveva tanti difetti, compresa una scarsa cura degli ultimi romanzi horror pubblicati, tuttavia era una voce che si distingueva nell’abulico panorama italiano dell’horror e del fantastico. Spiace che la vita di questa casa editrice sia finita così, tra polemiche e scelte aziendali a dir poco discutibili.
Se qualcuno ha notizie sul nuovo corso di Gargoyle mi faccia sapere: sono curioso.