martedì 28 aprile 2015

Perfection (di Germano M.)



Perfection (Le Storie di Perfection Vol. 1)

di Germano M.

Ebook indie

106 pagine, 1,99 euro

Link per l'acquisto








Sinossi

XXII secolo, il mondo ha conosciuto la nascita della prima intelligenza artificiale, ma ha iniziato a impiegare gli automi in tutti i campi già da sessant’anni, e ha visto la lenta, ma progressiva moria delle donne, falcidiate da un virus incurabile. 
Perfection è un gruppo di case in una valle desertica cinta da montagne nebbiose. In questa valle, la Energom testa l’elettricità senza fili, che insieme al teletrasporto, segnerà la svolta di un nuovo mondo sempre meno popolato. 
Tra il gelo del deserto profumato di saguaro, notizie scaricate sul lato interno delle lenti dei videocchiali, androidi che s’impegnano a fornire quel tocco femminile ormai sconosciuto ai più e riprodotto solo attraverso la memoria di vecchi software, otto personaggi vivono una notte indimenticabile.

Commento

Perfection è una raccolta di racconti concatenati, che si svolgono nell'arco di una notte, nell'omonima cittadina desertica nel cuore degli States (che, in questo futuro distopico, fanno parte dell'Alleanza).
I racconti propongono personaggi e situazioni diverse, che però si intrecciano su una struttura portante centrale, per confluire poi in plot narrativi conseguenziali.
Non è facile scrivere una storia (più storie!) con tale impianto narrativo, ma Germano ci riesce in modo esemplare.
Per farvi capire meglio di cosa si tratta, paragono lo schema di Perfection con quello di un film di nicchia, ma che forse conoscerete, ovvero 11:14.

Le storie che ci racconta Germano appartengono a un genere ibrido da la fantascienza distopica e il cyberpunk.
In un futuro che va lentamente estinguendosi per la morte lenta e inesorabile del 97% della popolazione femminile, gli androidi fanno da surrogato per "l'altra metà del cielo", sia come compagne che come intrattenimenti sessuali.
Tuttavia, complice l'imminente entrata in vigore di una nuova legge globale, presto anche gli androidi cesseranno di esistere. Quindi, se vogliamo filosofeggiare un poco, l'autore ci presenta due forme parallele di estinzione: quella umane e quella artificiale. In tutto ciò sono però gli androidi ad affrontare con più dignità (o con più stile) un destino che pare inevitabile.

Posto questo scenario, l'autore ci porta per mano nel tour virtuale della cittadina di Perfection, un ameno paese nel bel mezzo del niente, caratterizzato dai classici elementi dell'entroterra americano: diner, casinò gestiti da indiani, roulotte, segreti inconfessabili, nascosti sotto la patina di una noiosa e immutabile quotidianità.
Le prove tecniche di trasmissione energetica senza fili (cosa che ricorda un certo signor Tesla!), eseguite dalla multinazionale Energom, movimenteranno la notte di Perfection e i suoi abitanti, sia quelli biologici che quelli biomeccanici.

La fantascienza di Germano M. è ricca di sfumature e di dettagli. Il retrogusto vintage si fonde bene con elementi futuristici. Il tutto gode di un contorno di citazioni cinematografiche e letterarie, raffinate e non invasive.

Perfection è la dimostrazione di quanto sia possibile scrivere dell'ottima sci-fi, senza scopiazzare, senza arroccarsi sulla distopia young adult in stile Hunger Games.
L'acquisto, se non si fosse ancora capito, è assolutamente consigliato.


venerdì 27 marzo 2015

CreepyPasta (AA.VV)



CreepyPasta

AA.VV

DBooks.it Edizioni

204 pagine, 2,90 euro

Link per l'acquisto








Sinossi

Nate nei meandri più oscuri della rete, le storie di questa raccolta non hanno un autore specifico e si sono diffuse tramite il "copia e incolla" (copy-paste) dei lettori di forum e comunità online. Il loro unico scopo è quello di spaventare e scioccare il lettore e la loro diffusione le ha rese un vero fenomeno mediatico del nuovo millennio. Yuri Abietti, in questa compilation di orrori, ha raccolto, selezionato e tradotto alcune delle Creepypasta più terrificanti e divertenti, illustrate da autori di grande talento come Daniele Aimasso, Piercarlo Carella, Pier Martilotti, Domizia Parri, Giacomo Rabufetti, Davide Scianca e Mattia Zoanni. Una serie di flash da brivido che non mancherà di colpire gli amanti delle leggende metropolitane e delle storie più tetre.

Commento


Leggende metropolitane: storie a metà tra la fantasia popolare, una verità ingigantita e deformata, e un'attualizzazione di quelle che un tempo erano le fiabe raccontate attorno a un falò.
Creepypasta è invece un termine anglosassone con cui si indica una particolare forma narrativa diffusa via Internet, attraverso forum, social network o siti specializzati. Si tratta di brevi racconti per lo più di genere horror.

CreepyPasta (l'ebook di cui vi parlo oggi) nasce da questi due particolari filoni della narrativa del brivido. Non si tratta di letteratura nel senso stretto della parola, bensì di un prodotto ibrido e per questo sfizioso e interessante.

In un agile volumetto, che conta circa duecento pagine, sono raccolte diverse urban legend "di paura", di lunghezza e contenuto variabile.
Le più riuscite, a mio parere, sono quelle brevi o molto brevi. Riescono a spaventare in un numero limitato di parole e fanno anche scattare quel sottile, perturbante interrogativo, tipico delle leggende metropolitane: "e se fosse vera?"
L'ebook raccoglie un buon assortimento di creepypasta, e può essere goduto anche a piccoli sorsi: una storia o due ogni sera, tra una lettura e l'altra, prima di coricarsi. Ce ne sono alcune che suscitano una sincera e atavica inquietudine, andando a scavare in quelle piccol/grandi paure che si nascondono nel quotidiano, e che risultano essere anche quelle più plausibili, alla portata di tutti.

Una raccolta, consigliata agli amanti del brivido e del weird.
Speriamo in un volume 2: di certo il materiale non manca.

giovedì 12 marzo 2015

La Galaverna (di Samuel Marolla)



La Galaverna

di Samuel Marolla

Ebook indie

48 pagine, 0,99 euro









Sinossi

Milano, giorni nostri. Uno spregiudicato manager scopre che nei parcheggi sotterranei dell'avveniristico grattacielo della sua multinazionale, edificato nel centro della città su rovine millenarie, una forza antica e malefica si è risvegliata da un lungo sonno. Un uomo convive fin dall'infanzia con la facoltà (o la maledizione) di poter scorgere, lui solo, invisibili e pericolose geometrie metropolitane. Due protagonisti indiscussi della movida milanese alle prese con i segreti oscuri della luccicante vita notturna. Tre racconti del terrore di Samuel Marolla, un viaggio nei recessi oscuri di una Milano tecnologica, multietnica e moderna, ma ancora dominata da malvagi poteri millenari.

Commento

Samuel Marolla torna nel suo "ambiente naturale", vale a dire la Milano segreta e mostruosa di cui, storia dopo storia, sta tracciando la mappa, sovrapponendola a luoghi, piazze, vie e monumenti noti a tutti.
La Galaverna comprende tre racconti, di cui il primo (che dà il titolo all'ebook) è il più lungo.
Si parte proprio da quel concetto di "realtà occulta", nascosta sotto la patina di apparente normalità e grigiore della vita quotidiana, e pian piano si scivola in una spirale fatta di mostri che si nascondono in angoli nascosti della città, di cospirazioni e di lotte occulte millenarie che si preparano alla battaglia finale.
Questa, come Marolla ci ha fatto intendere in altri suoi ebook, si svolgerà a Milano, la "città da bere", a metà tra le modernità stranianti dell'Expo e un passato oscuro, a sua volta in sospeso tra la mitteleuropa e l'animo latino e ingannatore di certi popoli mediterranei.

Tornano, anche se in maniera non invasiva, alcuni concetti chiave della mitopeica marolliana: la Malarazza, la Mezzanotte del Secolo, il disagio sociale di certi milanesi che sfocia in manifestazioni occulte e mostruose.

I tre racconti si leggono in fretta ma lasciano molto. Sono inquietanti e realistici, pur nel loro essere "fantastici".
Lo stile dell'autore si riflette, una volta ancora, nelle descrizioni spietate, realistiche e agro-dolci della sua città e nei dialoghi, milanesi che più milanesi non si può.

A 99 centesimi di euro è praticamente regalato.

giovedì 5 marzo 2015

Vai a prendere una stella (di Marco Siena)


Vai a prendere una stella

di Marco Siena

Prima di Svanire Stories

103 pagine, 1,99 euro










Sinossi

Gianni Davoli vuole passare un weekend con la figlia, portandola in campeggio sul fiume. Ma qualcosa è in agguato nelle campagne: una comunità isolata che rapisce i figli degli estranei. 
Ma i membri di questa comunità non sanno che Davoli è un agente della Fondazione Licht, e agirà subito per riprendersi sua figlia. 

Nuovo episodio della serie Fondazione Licht, questa volta ambientato in Italia, e che ha come co-protagonista Konopski, arrivato per raccogliere la testimonianza di Davoli. 

Commento

Fin da quando ho letto i suoi primi racconti, ho giudicato Marco Siena come una sorta di versione italiana (anzi, emiliana!) di John Connolly, scrittore irlandese che saltella con gran gioia dal thriller all'horror, risultando così in possesso di uno stile personalissimo, gradevole, a suo modo poetico.

Ecco, Marco Siena ci assomiglia.
Vai a prendere una stella è l'ulteriore dimostrazione di questo mio postulato.
Premessa: pur facendo parte di un ciclo di novelette legate da uno scenario ben delineato, Vai a prendere una stella è leggibile anche come storia a sé stante. La fruibilità non risulta compromessa, semmai vien voglia di recuperare gli altri titoli per saperne di più.

Con questo racconto (lungo), Siena ci porta in un viaggio nell'Italia rurale e gotica, qualcosa che sta a metà tra le favole nere di Eraldo Baldini le storie con famiglie di incestuosi assassini, di film come Wrong Turn e Southern Comfort.
I protagonisti dell racconto si trovano ad affrontare una comunità isolata e ignorata dal mondo moderno, la corte del Grasso, dove antiche entità, legate al mondo degli spettri e alla magia ctonia, compiono i loro rituali perversi per perpetuare la specie.

Vai a prendere una stella è un racconto scritto bene, ricco di pathos, L'elemento soprannaturale, pur essendo il cuore della storia, non è usato come deus ex machina. Al contrario, l'autore sa dosarlo, accarezzarlo, personalizzarlo.

Ottima lettura. Ne voglio altre dosi, grazie.

lunedì 2 marzo 2015

Lovecraft's Innsmouth (di Claudio Vergnani)



Lovecraft's Innsmouth - Cthulhu Apocalypse Vol. 1

di Claudio Vergnani

Dunwich Edizioni

90 pagine, 0,99 euro

Link per l'acquisto








Sinossi

… si trattava semplicemente di accompagnare il professor Franco Brandellini (questo il nome del cliente) per una settimana in una cittadina per turisti sulle coste del Massachusetts, dove era stata ricostruita a uso e consumo dei gonzi (questa invece la spiegazione di Vergy) la Innsmouth del racconto "The Shadow Over Innsmouth" di H.P. Lovecraft. Il nome della struttura era, nella sua grande originalità, "Lovecraft’s Innsmouth". 
«Insomma», spiegò Vergy, «hanno costruito questa specie di Disneyland che rispecchia pari pari la città del racconto. Catapecchie cadenti, vicoli, l’albergo schifoso, la chiesa dell’ordine di quel… come si chiamava quello stronzo con le squame con il quale i cittadini stringono il solito patto blasfemo?» 
Ritornai con la memoria ai tempi del liceo. «Dagon, direi. Lo aveva contattato un capitano del posto che era stato in non so quale località esotica e lì aveva saputo di questa creatura che, al prezzo modico di qualche sacrificio umano, avrebbe garantito pesce, oro e figa per tutti gli anni a venire.» 
«Giusto, una cosa così. Aspetta, questa ti piacerà: per le strade girano anche delle comparse truccate come gli abitanti del racconto. Dei rachitici che camminano arrancando, puzzano di pesce e al posto della faccia hanno un mascherone da merluzzo. Bene, ora tu non ci crederai, ma sembra che esistano molti appassionati di questa spazzatura e il nostro professore è uno di loro. E vuole fare un salto a godersi cotanta bellezza. Tu e io lo dobbiamo accompagnare e proteggere. Da cosa, non saprei.» 
«Sembra un compito abbordabile.» 
«Già. Il guaio è che dicevano così anche dello sbarco in Normandia.»

Commento

Dopo aver fatto tanto di buono per l'asfittico horror nostrano, grazie alla trilogia del 18° Vampiro (trovate tutti e tre i volumi recensiti su questo blog), Claudio Vergnani si imbarca in una nuova avventura narrativa, e lo fa rimettendo in campo i suoi personaggi più riusciti, gli stessi della sopracitata saga: Claudio e Vergy.

Questa volta i due spiantati, divertenti e malinconici "indagatori dell'incubo" (per caso e per necessità, non certo per vocazione) si trovano a incrociare la strada nientemeno che dei Grandi Antichi lovecraftiani.
Una sfida narrativa non da poco. Approcciarsi a Lovecraft è semplice e al contempo complicatissimo per ogni autore horror. Il Solitario di Providence ha costruito un "genere nel genere", utilizzando uno stile che ancora oggi suona affascinante quanto lo era negli anni '20, ma che appare anche fuori tempo massimo, nell'ottica di uno scrittore contemporaneo.

Vergnani non si fa spaventare e affronta il problema col il suo classico registro, a metà tra il comedy horror e thriller soprannaturale.
Claudio e Vergy costituiscono una coppia d'azione e di spirito affiatatissima. Hanno i tempi giusti per ogni situazione, e sono sufficientemente disperati per cacciarsi nelle situazioni più improbabili e pericolose.
Il loro essere così poco eroici, ma al contempo quasi epici, in un modo prettamente mediterraneo e latino del termine, li rende ancora una volta irresistibili. Sono fallibili e improvvisano, più che pianificare. Ossia si comportano in modo opposto a quello del classico indagatore dell'incubo di tradizione britannica e americana.
Non sono nemmeno antieroi nel senso stretto del termine. Non c'è dubbio che siano i buoni, anche se sono portati all'alcolismo, al disagio sociale, a volte perfino alla violenza come livella per risolvere i problemi.

La trama di Lovecraft's Innsmouth verte poi su un racconto che rappresenta il cuore pulsante della produzione letteraria di HPL. L'idea di un "parco giochi" ispirato a quanto narrato dal Solitario di Providence è talmente strana da risultare geniale.
Lo sviluppo della storia, va da sé, complicherà non poco la vita dei due protagonisti.

Racconto da recuperare assolutamente, con l'unica precisazione che non è autoconclusivo. Non resta che dare fiducia a un ottimo narratore italiano moderno e aspettare ulteriori sviluppi di questa sua nuova saga.

mercoledì 25 febbraio 2015

Quell'estate di sangue e di luna (di Eraldo Baldini e Alessandro Fabbri)



Quell'estate di sangue e di luna

di Eraldo Baldini e Alessandro Fabbri

Einaudi Editore

255 pagine, 15 euro

Link per l'acquisto (versione cartacea)




Sinossi

È l’estate del 1969. A Lancimago, paese rurale di poche centinaia di anime, quattro inseparabili amici undicenni, Enrico, Billo, Valerio e Gianni, seguono alla tivù la missione Apollo che porterà il primo uomo sulla Luna. Ma sul villaggio, proprio in quei giorni, si scatena un crescendo di eventi terribili e misteriosi. La natura stessa pare ribellarsi o impazzire, mentre aleggiano sui campi i fantasmi di superstizioni dimenticate e di antiche paure. Di fronte all’ottusità degli adulti saranno i quattro bambini, e soprattutto Enrico, che trova un alleato nella memoria lunga di nonno Siro, a fronteggiare l’orrore e a comprenderne il senso. Ma perché, trent’anni dopo, lo stesso Enrico accompagna a Lancimago il figlioletto?

Commento

Eraldo Baldini è uno dei pochissimi autori che in Italia ha maturato un vero successo scrivendo horror "puro". Del resto le sue storie, quasi sempre ambientate in un contesto rurale, attingono ai ricordi di chi, tra noi lettori, ha vissuto un'infanzia prettamente di paese, a contatto con realtà, tradizioni e misteri che pian piano acciaio e cemento stanno cancellando dalla memoria.
Quell'estate di sangue e di luna, scritto col contributo di Alessandro Fabbri, può essere definito senza dubbio la versione italiana di due notissimi romanzi: IT di S.King, e L'Estate della paura, di D.Simmons.

I punti in comune sono tanti, a volte forse anche troppi. Innanzitutto anche il libro di Baldini è una storia di formazione: un gruppo di ragazzini, calati in un contesto rurale (piccolo paesino, lontano dalle grandi città etc etc), si trova a lottare con un Male soprannaturale che mette in pericolo tutta la comunità, e che gli adulti (tranne alcuni) si rifiutano di vedere.
La differenza fondamentale sta nella lunghezza: mentre Simmons e King hanno scritto due romanzi tanto belli quanto lunghi, Baldini e Fabbri ci regalano un romanzo di media lunghezza, anzi, quasi corto, che può essere divorato in un paio di giorni. Cosa che tra l'altro riesce facilmente, visto che la storia è intrigante e costringe il lettore a girare pagina dopo pagina.

Gli autori sono molto bravi a tratteggiare lo scenario della vicenda, un paese immerso nella campagna, una comunità dove tutti sanno tutto di ciascun abitante, eppure dove vecchi misteri sonnecchiano nell'ombra, pronti a risvegliarsi per riscuotere il loro tributo di sangue. Non mancano, in quest'ambientazione, enormi campi di grano, paludi nebbiose, assolate stradine, casa abbandonate e altri elementi propri dello stile “baldiniano”.

Quel che è bello è vedere quanto una storia di questo tipo funzioni straordinariamente bene in un contesto italianissimo (l'Emilia Romagna agreste), senza dover ricorrere al “solito” Maine di kinghiana memoria. Il periodo scelto dagli autori è l'estate del '69 (nei giorni del primo volo umano sulla Luna), un'epoca storica in cui l'Italia è a cavallo tra la vecchia realtà contadina e il boom economico. Proprio il volo dell'Apollo 11 sembra rappresentare la metafora del passaggio da un mondo all'altro, ma anche quello dall'adolescenza all'età adulta.
Infatti il romanzo adempie alla perfezione anche il suo dovere di racconto di formazione, laddove la lotta dei ragazzini contro un Male ancestrale simbolizza proprio una sorta di rito di passaggio nel mondo dei grandi che, si sa, tanto buono non è.

Ottimo lavoro dunque, consigliato a chi ama questo genere di storie. Che poi assomigli un poco ai due romanzi già citati vuol dire poco e niente. L'importante è leggere un libro ben scritto e ricco di suggestioni che appartengono al subconscio di molti noi. In questo senso i due autori hanno perfettamente svolto il compito prepostosi.

sabato 7 febbraio 2015

Black Magic Woman (di Danilo Arona)



Black Magic Woman

di Danilo Arona

Fratelli Frilli Editore

244 pagine, 1,99 euro (versione ebook), 7,15 euro (versione cartacea)

Link per l'acquisto







Sinossi

11 settembre 2001.
Da anni residente in Italia, il giornalista spagnolo Manuel Blanco, dinanzi alle terribili immagini televisive delle Twin Towers in fiamme, riceve un inquietante documento via rete dall’America. Il file s’intitola Black Magic Woman, qualcosa di antico e di familiare per Blanco che ha indagato a lungo in passato sui misteri del Palo Mayombe e i suoi rapporti con le narcomafie. Quel resoconto, però, fa intravedere qualcosa di diverso: dietro la tragedia delle Torri e le sue conseguenze nel mondo non c’è solo la sigla misteriosa di Al Qaeda, ma un più arcano livello esoterico che, nel nome del Palo Mayombe e della magia nera islamica, fiancheggia il terrorismo scatenatosi nel mondo occidentale...
E se la guerra che vediamo ogni giorno combattere in TV fosse soltanto la facciata di sotterranea guerra psichica che una setta micidiale ha dichiarato all’umanità? E se le migliaia di vittime innocenti, soprattutto donne e bambini, da un parte e dall’altra, altro non siano che pedine progettualmente sacrificabili sul fronte di tale conflitto? E se i tanti misteri di una cronaca impazzita (ragazzini uccisi e/o scomparsi così come giovani donne) e le sue troppe apocalissi quotidiane rientrassero in questo mortale disegno?

E’ solo fantasia. Forse... Ma nel gennaio 2002, quando un piccolo di sei anni è misteriosamente assassinato in una villa sulle alture genovesi, Blanco - con l'aiuto di un anziano professore universitario e un tenente colonnello dell'Arma - scopre che il preambolo di tanto moderno terrore potrebbe addirittura risalire alla Londra del 1888, dove impazzava Jack lo Squartatore. Un lontano passato che si riverbera nella storia criminale dell'ultimo ventennio italiano, dove gli orribili delitti del “mostro di Firenze” s'incrociano ad altri inspiegabili e sanguinosi fatti di cronaca: Castelluccio dei Sauri, Novi Ligure, Chiavenna, gli omicidi di Donato Bilancia...

Commento

Riproporre questa mia recensione dopo diversi anni è una scelta meditata, non casuale.
Lo faccio perché Black Magic Woman, a mio parere il capolavoro letterario del sempre ottimo Danilo Arona, ha anticipato anni fa delle tematiche che oggi sono fin troppo d'attualità. Terrorismo, esoterismo, manipolazione della credulità popolare, riti occulti che legano remote periferie della vecchia Europa (Italia in primis) a signori della guerra che trasformano i loro desertici feudi in wasteland dominate da barbarie e da riti sanguinari.
Inoltre Black Magic Woman è ora in vendita anche in versione digitale a meno di due euro. Un'occasione imperdibile. Anche perché non ricordo altri thriller/horror italiani dal sapore tanto globale e... profetico.
Così, eccovi la mia vecchia recensione.

Anche in Black Magic Woman l’autore non tradisce lo stile che da sempre preferisce: il romanzo occultistico-esoterico presentato sotto forma d’approfondimento giornalistico.
Ambientato tra Piemonte e Liguria (in primis Bassavilla città cult dei romanzi di Arona), il romanzo rielabora ciò che sta accadendo ai giorni nostri cercando di porlo da un differente punto di vista: quello misterico e magico. In questo modo si mischiano magistralmente elementi apparentemente antitetici quali attualità e antichi riti, terrorismo e superstizioni ataviche, mondo moderno e mondo spirituale.
Arona non lesina in teorie e approfondimenti, sfruttando il taglio a volte quasi giornalistico del romanzo e giustificando mirate digressioni in campo esoterico con l’intervento di Alex Grandoni, un altro dei protagonisti del libro, sensitivo genovese e forse alter ego dell’autore stesso.

L’orrore evocato da Arona nasce dal quotidiano, dai piccoli orrori della provincia sonnolenta, annodandosi poi, in modo sapientemente verosimile, a scenari sempre più grandi, fino a scoprire trame occulte che mettono in pericolo l’esistenza stessa del mondo così come lo conosciamo.
La vicenda principale del romanzo è alternata da brevi storie collaterali che, pur nascendo dalla trama-madre, sono autoconclusive e aiutano il lettore a percepire la grandezza del Male che con le sue spire rischia di avvolgere qualunque cosa.

Quel Male che, nei romanzi di Arona, dà sempre l’impressione di essere così forte, inarrestabile e inevitabile tanto che, man mano che si prosegue nella lettura, sorge spontaneo un senso di pessimismo, accompagnato dal dubbio: ciò che l’autore racconta è davvero solamente frutto della sua fantasia creativa?

domenica 18 gennaio 2015

Mercurio Loi (di Alessandro Bilotta e Matteo Mosca)



Mercurio Loi

di Alessandro Bilotta e Matteo Mosca

Sergio Bonelli editore, collana "Le Storie" (N°28)

114 pagine, 3,80 euro







Sinossi

Nella Roma del 1825 non fermentano solo i primi germi del patriottismo carbonaro e le trame delle tante società segrete… Ben altri misteri funestano le notti della futura capitale d’Italia. L’antico Castel Sant'Angelo è infatti sede di alcune oscure morti e tra le sue mura si dice alberghi un fantasma omicida. È un enigma che solo la mente fredda ed erudita di un italico Sherlock Holmes potrebbe sciogliere, la mente di un uomo d’azione senza paura (o quasi). La mente inflessibile di… Mercurio Loi!

Commento

Come ho già detto in altre occasioni, la collana "Le Storie", di Bonelli Editore, risulta essere la più interessante della casa editrice milanese.
Anche il questo caso abbiamo a che fare con un fumetto autoconclusivo (anche se sono possibili sequel, da quel che ho capito) interessante.
L'idea di sfruttare il recente passato italiano, in epoca più o meno risorgimentale, per ambientare delle storie pulp non è nuovissima. Nel corso del 2014 abbiamo visto nascere diversi progetti di questo genere (su di tutti ricordiamo Risorgimento di Tenebra).
Il filone tira ed è affascinante.

Mercurio Loi è un fumetto ben disegnato, che presenta personaggi accattivanti, una trama semplice ma ben costruita, e un affresco di Roma di inizio '800 che vale da solo i 3,80 euro del prezzo di copertina.
Accanto a questi pregi ci sono però dei difetti di sostanza.
Loi è un personaggio fortemente ricalcato su Sherlock Holmes, anche se dotato di maggiore ironia. La trama, i comprimari, i meccanismi narrativi e perfino certe singole situazioni ricalcano parecchio il notissimo personaggio di Conan Doyle.
Siamo a metà tra l'omaggio e il citazionismo. Entrambe sono cose meritorie, specialmente se contestualizzate in un fumetto riuscito, che va oltre la sufficienza, ma un po' di originalità in più non sarebbe risultata sgradita.
Attendiamo eventuali sviluppi.


martedì 13 gennaio 2015

Colosseum (di Simone Sarasso)


Colosseum

di Simone Sarasso

BUR editore

407 pagine, disponibile in formato cartaceo e digitale











Sinossi

È il primo giorno dei giochi inaugurali per il completamento dell’Anfiteatro Flavio: un capolavoro di marmo e pietra a eterna testimonianza della grandezza di Roma, che i posteri avrebbero chiamato Colosseo. Dalla tribuna imperiale Tito pregusta insieme all’aristocrazia romana lo spettacolo che sta per iniziare, mentre tutto intorno il popolo infiammato dall’attesa del grande evento acclama a gran voce il gladiatore che sta per scendere nell’arena. Lo chiamano Vero, nell’odiata lingua latina degli invasori che hanno preso il suo villaggio e rubato la sua libertà. Allo schiavo guerriero senza passato ora rimane solo una cosa a cui aggrapparsi: una rabbia feroce che attende di esplodere sulla sabbia dell’arena, in quel gioco di morte spietato che lo obbligherà presto a combattere contro il suo migliore amico. Un romanzo pieno di fascino e passione che riporta in vita l’eroismo brutale dei gladiatori di Roma, protagonisti disperati di un crudele destino di violenza.

Commento

Dopo thriller e romanzi fantapolitici pulp, Simone Sarasso si cimenta nel genere storico (sempre con una punta di pulp, inteso però in senso tarantiniano).
Colosseum è una storia di "sangue e arena", ai tempi della Roma imperiale della dinastia Flavia.
Protagonisti, nemmeno a dirlo, sono due gladiatori, i cui destini si intrecciano per poi allontanarsi, salvo poi tornare a impattare - è proprio il caso di dirlo - sul finale.

Ottima la ricostruzione storica dell'epoca e del fenomeno dei giochi Gladiatori.
Sarasso non ha lasciato nulla al caso, e si vede. Il lavoro di documentazione è massiccio e, tra uno scontro, un amplesso e una congiura di corte, il lettore non mancherà di farsi anche un'infarinatura sul periodo in questione e sul complesso mondo dei combattenti delle arene romane (la costruzione degli anfiteatri, la variegata natura degli scontri, le palestre di addestramento etc).

La storia non lesina in quanto a sangue, sudore ed eros, ma questi elementi vengono dosati in base al momento e alla trama, senza particolari forzature, diversamente da come accade in molti racconti finto-scandalistici che vanno per la maggiore.
La lettura scorre veloce, tra colpi di scena e momenti in cui si assiste a una crescita del protagonista (il britanno Vero) e del coprotagonista, 

Colosseum è un bel romanzo storico, forse il migliore su Roma Imperale, tra quelli letti nell'ultimo anno.
Acquisto consigliato, anche perché Sarasso sa scrivere piuttosto bene.

domenica 11 gennaio 2015

Ghoul (di Brian Keene)



Ghoul

di Brian Keene

Deadite Press editore

333 pagine

Link per l'acquisto










Sinossi

1984. Timmy Graco e i suoi migliori amici, Barry Smetzler e Doug Keiser, sono tre dodicenni che si apprestano a vivere quella che sarà l'estate più intensa della loro vita. Hanno anche una “base segreta”, ossia un nascondiglio ricavato nei pressi del cimitero del paese, di cui è custode il padre di Barry, un pericoloso ubriacone. Qui passano il tempo tra fumetti, soldatini e primi discorsi sulle ragazze e sulla sessualità.
Eppure qualcosa sembra turbare la placida estate del piccolo sobborgo di Baltimora in cui vivono i tre amici. Dapprima si tratta della scomparsa di una coppietta di liceali, il cui destino getta più di un'ombra sulla quiete della comunità. Nel mentre il cimitero subisce dei bizzarri smottamenti che fanno sprofondare alcune tombe nel sottosuolo. 
Timmy, Barry e Doug sono anche presi dai loro guai personali. Il nonno di Timmy è morto da poco, mentre Barry e Doug subiscono abusi dai loro genitori. Eppure presto si accorgeranno che un male più grande incombe su tutti loro, e la sua natura è antica, ultraterrena e disgustosa...

Commento

Ghoul sta a Keene come It sta a King e L'estate della paura a Simmons, ma in versione paperback (più breve e immediato).

Definiamolo quindi un romanzo di formazione in salsa horror, genere che a me non spiace affatto, anche se risponde a degli stereotipi che vanno fin troppo consolidandosi. Ghoul si pone un gradino più in basso di It e due più in basso rispetto al romanzo di Simmons, che considero il capolavoro di questo sottogenere. Necessitano alcune spiegazioni per giustificare questo giudizio. Vedo di darvele.

Keene è ottimo – tanto quanto i colleghi – nel caratterizzare i tre giovani protagonisti del suo libro. Timmy, Barry e Doug sono del tutto tridimensionali, credibili nei ragionamenti, negli atteggiamenti e nei dialoghi. Due di loro vivono tra l'altro situazioni familiari molto pesanti che, come si vedrà sul finire del romanzo, pregiudicheranno il loro futuro di uomini adulti.

La parte in cui Ghoul perde il confronto con gli altri due romanzi è quella del villain. Il demone divoratore di cadaveri citato nel titolo non ha né il fascino di Pennywise (It) né la potenza della Campana dei Borgia (L'estate della paura). Il Ghoul è una figura in fondo meschina, per sua stessa ammissione inferiore ad altri mostri che vanno a comporre la mitopeica dell'universo horror di Brian Keene. Ciò nonostante non sono disprezzabili i vezzi di splatter che il suddetto demone regala ai lettori, tra banchetti di cadaveri e squartamenti dei viventi. Nulla di troppo mostrato, ma molto di splendidamente raccontato (alla faccia di chi sostiene che questa tecnica sia sempre e comunque sbagliata).

C'è un aspetto su cui Keene ha lavorato in modo furbetto, durante la scrittura di Ghoul, vale a dire la rievocazione dell'atmosfera degli anni '80. L'autore abbonda nelle citazioni di canzoni, dischi, programmi televisivi, fumetti della Marvel e della EC Comics, tanto che alla fine ci si sente trascinati, volenti o nolenti, nel 1984, anno in cui e ambientato il romanzo.
Si tratta di una strategia molto astuta e comunque del tutto lecita, quasi come se Keene abbia voluto rivolgersi a uno specifico pubblico pigiando sui tasti della nostalgia e delle atmosfere vintage. Opportunismo? Scelta facile? Può darsi. Comunque sia funziona: a me in quanto lettore tanto basta.

mercoledì 24 dicembre 2014

Il tempio di Premaliuk (di Francesco La Manno)



Il tempio di Premialuk (La saga di Zabla Tun Vol. 1)

di Francesco La Manno

Ebook autoprodotto

39 pagine, 1,02 euro









Sinossi

Oyun, Grande Khan dei Nergui, ha unito per la prima volta tutte le tribù nomadi, diventando il Signore incontrastato delle steppe e uno dei sovrani più potenti di Mablia. Ora, dopo aver conquistato la città safida di Rajab Abluk, ha rivolto il suo sguardo verso il Regno Damani e brama di conquistare le sue ricchezze. Tuttavia ad attenderlo vi è Anurati, la procace e crudele sovrana di quei territori, che, oltre a un temibile esercito, può vantare tra le sue fila alcune creature mostruose dotate di oscuri poteri soprannaturali. 
Ma questi non sono gli unici attori a prendere parte al conflitto, perché, in realtà, i signori dei mondi superni guidano come burattini gli umani e gli esseri che camminano su Mablia. 

Commento

Francesco La Manno è uno dei pochissimi blogger italiani che si occupano di sword and sorcery con autorevolezza. Vi consiglio di fare un giro su Panopticon Italia per recuperare i suoi articoli in materia.

Il tempio di Premaliuk è la sua opera prima da autore. Da essa traspare tutto l'amore per questo filone del fantasy, che da qualche anno vive un periodo di (relativa) disgrazia, per colpa soprattutto della diffusione virale di paranormal romance e dell'urban fantasy.
Il racconto, di media lunghezza, ha uno stile che richiama, per atmosfere e scelta narrativa, uno degli scrittori preferiti da La Manno, ovvero il compianto David Gemmell.

In un mondo immaginario, ma costruito su basi realistiche, assistiamo allo scontro sanguinario tra due civiltà: i Nergui, che ricordano l'Orda d'Oro dei mongoli, e il Regno di Damani, ricco e ambito, ma non più invincibile come era un tempo.
Il Khan Oyun, signore dei Nergui, nasconde un terribile segreto, lo stesso che lo porta a trionfare su quasi tutti i suoi avversari, Questa volta però si troverà davanti un avversario, la regina di Damani, Anurati, che ha un'arma segreta altrettanto sanguinaria e oscura da opporre all'invasione dei selvaggi nomadi delle steppe.

Lettura interessante e ricca di riferimenti a Mablia, il mondo creato da La Manno per l'occasione, Il tempio di Preamliuk si presenta come una piacevole novelette d'esordio, che induce l'appassionato di sword and sorcery a scoprire di più sui molti misteri di questo setting, molti dei quali soltanto accennati, a corollario della vicenda principale.

In altre parole: ne vogliamo di più!

mercoledì 10 dicembre 2014

Sarranieri schianta diavoli (di Massimo Mazzoni)



Sarranieri schianta diavoli (Volume primo: Asmodeo)

di Massimo Mazzoni

Moonbase Productions

145 pagine, 1,51 euro









Sinossi

Anno Domini 1136, Repubblica di Pisa. Ranieri Scacceri è giovane, attaccabrighe e amante della vita: donne, vino, buon cibo e feste sono gli ingredienti fissi della sua vita spensierata. Ma l'incontro con un misterioso eremita cambia tutto: una sola strada lo attende, la conversione. C'è in gioco la salvezza della sua anima? No, c'è molto di più e presto l'uomo che diverrà San Ranieri, patrono di Pisa, lo scoprirà a sue spese, tra demoni, misteriose sette esoteriche, duelli all'ultimo sangue con Arciduchi infernali e donne attraenti quanto pericolose. 
La prima avventura altomedievale di Sarranieri (come lo chiamano i pisani) lo schianta diavoli, ambientata nel mondo di Sanctuarium, dove i Santi sono molto meno misericordiosi di quanto li ricordavate!

Commento

Il fantasy storico mi piace, ma solo se è fatto bene. Cosa né semplice né scontata.
Massimo Mazzoni ha studiato, si è documentato e ha infine realizzato un romanzo breve molto valido, che parte dalla biografia del patrono di Pisa, Ranieri Scacceri, per diventare presto una storia del fantastico, che in un certo senso ricorda uno Star Wars altomedievale, tra demoni, occulto, dottrine esoteriche e combattimenti dal retrogusto pulp.

Sarranieri schianta diavoli alterna un linguaggio adatto all'ambientazione storica a uno stile fresco e ironico, dando vita a uno sword and sorcery che parte da presupposti storici per sviluppare una trama ricca di demoni, pseudo-zombie e incantesimi infernali.

Il protagonista, Ranieri, è un eroe molto interessante, un nobilastro irresponsabile e scavezzacollo, che si trova presto ad assumere un ruolo molto più grande delle sue modeste ambizioni.
Questo volume, il primo della saga di Mazzoni, ci illustra l'evoluzione di Ranieri, il suo addestramento e la sua iniziazione in un mondo fatto di misteri, magia e mostri vomitati dall'oltretomba.

Un romanzo notevole, imperdibile per gli appassionati alla ricerca di un fantasy che sa di vecchie - ma sempre attuali - emozioni.

martedì 25 novembre 2014

La Casa delle Falene (di Alessandro Fusco)


La Casa delle Falene

di Alessandro Fusco

Ebook autoprodotto

1,49 euro

Link per l'acquisto.










Sinossi

I fatti citati e la storia riportata in questo testo sono quanto di più bizzarro e insieme inquietante mi sia mai capitato di raccogliere come testimonianza sul mio cammino di autore. Ci sono cose che ho sentito dire, molte leggende o vecchie storie di cronaca surreale, oscura e magica su cui mi sono soffermato tante volte in passato, per studio o per diletto. Ma mai, come in questo caso, ho avuto la strana sensazione che quanto carpito attraverso le parole di chi il Male sostiene di averlo incontrato mi abbia lasciato un concreto senso di inconsapevolezza. Nessuna logica assoluta potrà mai spegnere le paure dell’animo umano più profonde. 

Commento

Racconto di media lunghezza pubblicato da Alessandro Fusco in occasione dell'ultimo Halloween, La Casa delle Falene si rivela essere una buona storia che parte dal mondo delle sette occulte e si allarga verso altri elementi più o meno classici dell'horror.

Fusco sceglie un'impostazione che mi piace definire "alla Arona", in cui le vicende narrate vengono spacciare per reali. L'equivalente libresco di un found footage cinematografico.
L'espediente, ben orchestrato, funziona, attribuendo al racconto un taglio realistico (almeno a tratti) e uno stile diretto e privo di troppi fronzoli, che giova alla storia proposta dall'autore.

Sebbene si tratti di un'opera di lunghezza limitata, tutti i membri della setta ricevono una caratterizzazione e una citazione personale/personalizzata, nel tentativo quasi del tutto riuscito di ricreare le reali dinamiche di gruppi di questo genere.

Ciò che però risulta più riuscito dell'intero ebook è lo scenario. La Casa delle Falene è ambientato nel Nord Italia, tra ottobre e novembre. Luoghi di brume, di indifferenza e di persone sostanzialmente schive e sospettose.
Quel nord dove nulla pare mai accadere, ma in cui ogni paesino, ogni casa abbandonata può nascondere segreti, misteri e orrori.

Concludendo questa breve disamina, il racconto è sicuramente valido. Ci sono alcuni refusi, che però non rovinano affatto il piacere della lettura.
Consigliato per una notte insonne di fine autunno.


giovedì 20 novembre 2014

La Caduta dell'Irminsul - Enchiridion


La Caduta dell'Irminsul - Enchiridion

di Samuel Marolla

Ebook autoprodotto

72 pagine circa, 1.49 euro











Sinossi

Europa, 800 d.C.
Dopo il declino di Roma e tre secoli di invasioni barbariche, l'Europa ha trovato finalmente la pace: è di nuovo unita sotto una corona imperiale, quella di Carlomagno; dominata da un altro immenso esercito, la perfetta macchina da guerra carolingia; e ben sorvegliata dai Dodici Paladini, guerrieri formidabili dotati di un'arma invincibile: ognuno di loro ha un gioiello mistico, chiamato Enchiridion, incastonato nel palmo della mano. Il gioiello contiene al suo interno una reliquia santa che permette al Paladino di generare una spada di energia pura, dotata di smisurata potenza distruttrice.
Baldovino, figlio del traditore di Roncisvalle Gano di Maganza, colui che causò la morte del Paladino Orlando e l'unica sconfitta di Carlomagno, è il più giovane e coraggioso fra i Paladini; egli domina la Spada Murglea generata dal suo Enchiridion, il più potente di tutti e dodici, poiché contiene al suo interno il Sangue di Cristo.
Carlomagno ha inviato Baldovino agli estremi confini del nord, per piegare la resistenza dei Sassoni e distruggere il loro dio, l'Irminsul, l'Albero del Mondo. Ma la missione del giovane Paladino, combattuto tra la difficile eredità del proprio casato e la responsabilità di un'arma così potente come la Murglea, si rivelerà irta di ogni sorta di pericolo mortale e sovrannaturale.
Nemici soverchianti, umani e demoniaci, sono pronti a risvegliare forze antiche e devastanti pur di distruggerlo e di impadronirsi del suo Enchiridion, mentre sull'Impero soffiano nuovi venti di guerra: i Saraceni assediano ancora Parigi, come vent'anni prima, e il figlio illegittimo e deforme di Carlomagno, Pipino il Gobbo, dalla sua prigione sotterranea complotta per impadronirsi del trono che gli è negato...

La Caduta dell'Irminsul è il primo episodio della Saga di Enchiridion, ambientata nel mondo fantastico di una delle più meravigliose epopee fantasy della letteratura mondiale: l'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto!

Commento

Samuel Marolla, uno dei migliori narratori italiani di speculative fiction, fa il suo esordio nel fantasy con questo ottimo racconto lungo, il primo della Saga di Enchiridion, che sicuramente leggerò dal primo all'ultimo volume.


Ciò che Marolla fa fin da principio è scegliere un fantasy decisamente alternativo a quello di radice tolkeniana e a quello di matrice young adult, che sono poi i due macro-generi che dominano le classifiche Amazon.
Enchiridion parte da basi storiche, ma derivate dal Ciclo dei Paladini, e quindi dalle opere di autori quali il Boiardo, l'Ariosto, più tutte le suggestioni de la Chanson de Roland, ma aggiungendo anche spunti ed elementi da altre tradizioni folkloristiche/narrative di quell'epoca.

Le gesta del duca Baldovino, uno dei dodici paladini di Carlomagno, dotato di una spada incantata di pura energia, capace di cose mirabili e in grado da sola di vincere eserciti e mostri, si intrecciano con manovre di potere che nascono dall'Inferno stesso, dove potenti demoni tramano per impedire l'imporsi del Regno della Croce.
Per farlo aiutano il potenziamento di un possibile antagonista di Baldovino, il quale verrà soccorso da un mago gobbo e deforme, che opera nel sottosuolo di una Parigi assediata dalle armate saracene.
Nel mentre a nord infuria la guerra contro i Sassoni, la cui sconfitta scatena un'epidemia oscura che riporta in vita i morti...

Il primo racconto della saga apre le danze e ci mostra gli scenari, sfruttando lo stile frizzante e ricco di Marolla. Il lettore ne vuole subito altre "dosi", e questo testimonia più di ogni altra cosa la riuscita della saga.
Il fantasy di Enchiridion, seppur ricco di magie, di combattimento e di epica, spicca come una perla messa sul cumulo di escrementi delle autoproduzioni fantasy odierne, che non mirano ad altro che far accoppiare giovani fanciulle con vampiri, licantropi o demoni infernali di bell'aspetto.

Da recuperare assolutamente per gli appassionati e per i profani.


venerdì 14 novembre 2014

Il tesoro di Bisanzio (di Giancarlo Marzano)


Il tesoro di Bisanzio

di Giancarlo Marzano

Bonelli editore

114 pagine b/n, 3,80 euro












Sinossi

Siamo nel 1453, anno in cui la gloriosa capitale dell’impero romano d’Oriente è ormai una città sotto assedio. Gli Ottomani l'hanno attaccata violentemente e sono prossimi a schiacciarla del tutto. La fine sembra prossima, ma l'imperatore decide di salvare il salvabile, affidando ai fedeli guerrieri variaghi della sua guardia personale una missione importantissima. Il gruppo di combattenti, accompagnati da un giovane capitano di ventura veneziano, dovrà mettersi in cammino, per affrontare un pericoloso viaggio, così da mettere al sicuro un tesoro preziosissimo. Quale mistero si nasconde dietro il tesoro dell'imperatore? (Fonte: ComicsBlog)

Commento

La collana bonelliana (o bonellide) Le Storie è una delle migliori del fumetto italiano.
Seppur con qualche alto e basso, riesce a offrire albi autoconclusivi spesso molto interessanti, nonché ben lontani dai cliché a cui ci ha abituato la nota casa editrice, quasi monopolista del settore comics in Italia.

Il Tesoro di Bisanzio è una storia corale ed epica, sullo sfondo, invero molto affascinante, della caduta dell'Impero Romano d'Oriente.
Oramai prossimo alla resa, il Basileus organizza un'ultima missione per portare in salvo un misterioso tesoro, che troverà riparo a Venezia. La temibile guardia variaga, un corpo composto da possenti guerrieri nordici fedelissimi al trono di Bisanzio, dovrà accompagnare un cavaliere veneziano fino alle navi che consentiranno al tesoro imperiale di lasciare il paese oramai in fiamme.

La storia fila liscia, ricca di riferimenti bellico-storici propri del periodo in questione, senza rinunciare a un certo lirismo che rievoca i fasti e la gloria del vero corpo della guardia variaga, senz'altro uno dei più interessanti di sempre.

Pur non mancando alcune situazioni e personaggi stereotipati, la narrazione è piacevole e priva di appesantimenti e di momenti morti.
Le battaglie sono ben disegnate da Giovanni Lorusso, che non ha rinunciato a inserire dei veri e propri momenti splatter negli scontri tra giannizzeri, turchi, miliziani albanesi e i variaghi in fuga da Bisanzio.

Pur non essendo un albo che cambierà la storia del fumetto in Italia, Il Tesoro di Bisanzio si legge con piacere e non manca di accuratezza storica.

giovedì 6 novembre 2014

Vukovlad (di Paolo Maurensig)


Vukovlad

di Paolo Maurensig

Mondadori editore

109 pagine, 4,20 euro










Sinossi

Nell'agosto del 1939, Emil Ferenczi si trova sui monti Tatra, in Polonia, per fronteggiare l'imminente invasione nazista come sottufficiale dei Cacciatori Ungheresi. Nel corso di lunghe marce attraverso una natura selvaggia e ostile, all'apprensione per la concreta minaccia del nemico si intrecciano, in un oscuro crescendo, atavici timori superstiziosi. Alla loro origine, una serie di scomparse e delitti che sono forse l'opera di una bestia spaventosa. La creatura, però, sembra avere i tratti del margravio di quelle terre, Vukovlad. Maurensig si muove sul crinale ambiguo del genere fantastico, costruendo un romanzo nel quale gli eventi si succedono sulle prime con rigore, come il lucido incedere di un cavallo degli scacchi, per poi frangersi subito dopo, travolgendo con sé il lettore nell'alternarsi continuo di logica e superstizione, razionalità e soprannaturale. E l'ambientazione alle soglie della Seconda guerra mondiale innesta, con uno straniamento di grande impatto, i più antichi, ancestrali orrori sul tronco del male della storia.

Commento

Singolare romanzo datato 2006, scritto da un autore garbato ed elegante, che però di solito si approccia ad altri generi rispetto al fantastico "puro".
Questo Vukovlad è invece una piacevole incursione nel genere, una rarità, visto il modo in cui fu presentato questo libro (non indirizzato a un pubblico young adult, né a quello radical chic).

L'ambientazione polacca, a inizio della Seconda Guerra Mondiale, offre uno spaccato di un mondo che stava per abbandonare il retaggio di un passato per molti versi ancora medioevale, in modo da abbracciare una modernità brutale e selvaggia, fatta di aerei da guerra e fucili mitragliatori.
In un borgo sperduto su monti Tatra sopravvive però un sperduto borgo in cui si tramandano tradizioni e leggende di un'epoca remota.
Su questo villaggio si staglia, cupa e misteriosa, la figura del misterioso margravio locale, forse uomo o forse bestia. A lui paiono fare riferimento tutte le superstizioni dei villici, che riguardano soprattutto voci riguardo all'esistenza dei lupi mannari.

Mausensig ha una scrittura molto raffinata e piacevole, in questo caso pennellata di tocchi retrò che ben si sposano con la storia narrata.
Vukovlad è un racconto affascinante, per quanto relativamente breve, che offre un quadro più che una storia, tanto che il finale lascia al lettore le interpretazioni su quanto è accaduto nel libro: c'è davvero del soprannaturale nel margravio, oppure tutto può essere ricondotto a spiegazioni razionali?

Con un prezzo finalmente competitivo (4.20 euro, contro i 16 euro del 2006), Vukovlad rappresenta un bel pezzo da collezione, una rarità ahimè non più copiata, non per quel che riguarda la grande editoria italiana.

giovedì 30 ottobre 2014

Il Giorno del Drago (di Mala Spina)


Il Giorno del Drago (Altro Evo volume 1)

di Mala Spina

Work on Color editore

61 pagine, 0,99 euro











Sinossi

“Era stata la sua prima libera uscita dall’arrivo della nave e i potenti liquori della cittadina di confine lo avevano messo al tappeto prima che la serata fosse finita. I lunghi mesi di viaggio in mare, senza poter toccare un goccio di alcool, non lo stavano aiutando in quel mastodontico dopo sbronza e il guaio era che non ricordava un accidente di come fosse arrivato sotto quel tavolo.”

Tornare al porto e raggiungere il resto dell’equipaggio sulla nave sembra facile ma Gillean Conroy, marinaio sul mercantile più veloce dei mari del sud, ha due grossi problemi: un’amnesia grossa come una voragine e i postumi di un'ubriacatura colossale. 
Gillean attraverserà i quartieri labirintici della città vecchia, districandosi tra strambi personaggi e situazioni pericolose o surreali, per fare una terribile scoperta: è l’unico che può risolvere il mistero del marchio del drago. Dovrà farlo anche in fretta, perché il tempo stringe e deve riuscire a rimettere insieme la sua memoria prima dell’alba. 

"Il Giorno del Drago" è il primo volume della serie Altro Evo, racconti fantasy avventurosi e autoconclusivi.

Commento

Sfruttando appieno le nuove possibilità offerte dall'editoria digitale, la collana Altro Evo si preannuncia come un interessante progetto per proporre al lettore dei racconti fantasy di media lunghezza, ambientati in un mondo di continua evoluzione/definizione, ma autoconclusivi.

L'esordio di tale collana è tramite Il Giorno del Drago, un ebook scritto da Mala Spina.
La storia è frizzante e briosa, con un protagonista molto lontano dagli stereotipi del fantasy eroico, e addirittura in antitesi con quelli del fantasy young adult che va di moda in questi tempi infelici.
Gillean Conroy è un semplice marinaio la cui giornata svolta in modo imprevisto, complice una spaventosa ubriacatura.
In seguito a essa si troverà a scoprire che fine ha fatto la nave su cui serviva, equipaggio compreso.

Lo scenario della città vecchia mi ha ricordato le atmosfere di alcune città descritte dal maestro dei librogame, Steve Jackson: caotica, pericolosa, ricca di misteri e anche di apparenti non-sense.

Non manca affatto l'elemento "fantastico" che - come dice il nome stesso - dovrebbe sempre definire il genere fantasy. Tra voraci sanguisughe grandi quanto un braccio, mutaforma e altri esseri ancora più strani, il lettore ha di che restare soddisfatto.

Applaudo a questo racconto d'esordio e mi auguro che Altro Evo si conservi su questi livelli anche nelle prossime uscite.
In altre parole: idea promossa!

giovedì 23 ottobre 2014

Adam Wild (1): Gli Schiavi di Zanzibar (di Gianfranco Manfredi e Alessandro Nespolino)



Adam Wild (1): Gli Schiavi di Zanzibar

di Gianfranco Manfredi e Alessandro Nespolino

98 pagine b/n, 3,30 euro












Sinossi

A Zanzibar la tratta degli schiavi è stata ufficialmente abolita, ma il traffico di esseri umani continua clandestinamente. Adam Wild è lì per eliminarlo. In molti congiurano per ucciderlo. Congiurare è un conto, riuscirci è un altro. Non è saggio fare arrabbiare Adam!

Commento

Adam Wild è la nuova testata mensile a fumetti di Bonelli Editore.
Un ritorno all'avventura classica, nello scenario dell'Africa Nera, tra mercanti di schiavi, esploratori, parvenu, soldati e principesse indigene.

Per molti prevenuti Wild doveva essere l'ennesimo buco nell'acqua di Bonelli, a quanto pare incapace di intercettare i lettori delle nuove generazioni. In realtà il numero uno, Gli Schiavi di Zanzibar ha in gran parte smentito sospetti, previsioni e presunzioni.
Adam è un eroe vecchio stampo, è vero, ma ha molte più sfaccettature di un Tex Willer tutto d'un pezzo. Scozzese dai metodi spicci, amante dell'alcool, spietato quando è necessario, capace di imbrogliare e di mentire, Wild è un personaggio che riserva molte sorprese.

Il contesto dell'Africa del 1800 è esotico e affascinante, ben tratteggiato nelle sue contraddizioni e ottimamente disegnato da Alessandro Nespolino.
Comprimari e villains sono ottime "spalle" dell'eroe, e promettono sviluppi interessanti per il futuro. Questo discorso vale soprattutto per la principessa bantu Amina, liberata da Adam da una nave schiavista. Se, come pare, diventerà la compagna del protagonista della saga, sono certo che lo sarà in modo assai diverso da tante altre eroine del fumetto italiano.

Gli Schiavi di Zanzibar è un ottimo primo volume di una saga che vale la pena seguire. 
A dimostrazione che i giudizi prevenuti sono spesso fondati su idiozie e antipatie personali.

lunedì 20 ottobre 2014

Dimentica il mio nome (di Zerocalcare)


Dimentica il mio nome

di Zerocalcare

Bao Publishing 

235 pagine, 18 euro (cartaceo) o 5.76 euro (formato ebook)












Sinossi

Quando l'ultimo pezzo della sua infanzia se ne va, Zerocalcare scopre cose sulla propria famiglia che non aveva mai neanche lontanamente sospettato. Diviso tra il rassicurante torpore dell'innocenza giovanile e l'incapacità di sfuggire al controllo sempre più opprimente della società, dovrà capire da dove viene veramente, prima di rendersi conto di dove sta andando. A metà tra fatti realmente accaduti e invenzione, Dimentica il mio nome è un piccolo gioiello narrativo, la conferma, se mai ce ne fosse bisogno, di un talento puro e innegabile. (Dalla quarta di copertina).

Commento

Zerocalcare è il fumettista italiano che sta stracciando ogni record di vendita.
Ogni sua nuova uscita riesce a "mettere sotto" quasi tutti i big proposti dalla grande editoria, sia quelli con un serio pedigree (Follett, Eco, King) che i fenomeni da baraccone che le CE nostrane ci spacciano per scrittori (Volo, Veronesi e altri).
Il motivo di tale successo - del tutto meritato - sta nella semplicità in cui Zerocalcare racconta storie di vita comune, attraverso l'immaginario di noi, ex ragazzi cresciuti tra gli anni '80 e '90.
Se in passato l'autore ha giocato più sull'aspetto umoristico di questo meccanismo - seppur senza mai rinunciare a una chiave di lettura più malinconica - con Dimentica il mio nome fa senz'altro un ulteriore salto di qualità.

Il lettore non pensi di approcciarsi a questo volume col solo intento di farsi delle grasse risate.
L'impianto comico/ironico è presente e funziona, ma Zerocalcare ci offre, attraverso un lungo percorso autobiografico, dei ragionamenti non banali sull'elaborazione del lutto, su come percepiamo la nostra famiglia (ignorandone l'importanza finché non succede qualcosa di brutto) e sul perché molti di noi fingono di essere refrattari al dolore.

Dimentica il mio nome è un volume che non può essere letto senza immedesimarsi in uno o più passaggi.
Essendo Zerocalcare "uno di noi", è facile rispecchiarsi negli episodi di vita vissuta che racconta, senza lanciarsi in elaborate dissertazioni per sollecitare la lacrima facile. Al contrario, l'autore riesce a fare leva su certe emozioni giocando su un flusso di pensiero sincero, spesso spietato, ma molto umano.

Si parte dal dolore causato dalla perdita di nonna Huguette, e si va a esplorare quel complesso passaggio da "ragazzo" (termine che in Italia può adattarsi anche ai quarantacinquenni) ad "adulto".
Passaggio che inevitabilmente ha come tramite un lutto, o comunque uno di quei rari eventi su cui nessuno di noi ha il potere di cambiare le cose.

Graphic novel molto bella, ai livelli del miglior Calcare.

lunedì 13 ottobre 2014

Colei che Canta (di Alessandro Vicenzi)


Colei che canta (Storie dello Spadaccino vol. 2)

di Alessandro Vicenzi

Ebook autoprodotto

56 pagine, 1,00 euro

Link per l'acquisto









Sinossi

In una Vienna che ancora porta i segni dell'assedio turco del 1529, lo Spadaccino è costretto a fidarsi di una donna misteriosa per salvarsi dall'orrore di una presenza che minaccia la sua vita e la sua anima. 

Un racconto di orrore e avventura nel cuore della vecchia Europa.

Commento

Il bello nello scoprire validi autori che si autoproducono è constatare che molti di loro utilizzano - con sapienza e disinvoltura - il formato delle novelette (banalmente: racconti lunghi), da tempo immemore ghettizzato dall'editoria nostrana.
Come se non bastasse ci sono scirttori che propongono storie di generi che, a sentire certi "esperti", non hanno più mercato. Come per esempio lo Sword and Sorcery. Alessandro Vicenzi è uno di questi.

Colei che Canta è un racconto che fa venire subito alla mente il Solomon Kane di howardiana memoria. Il protagonista, Lorenzo lo Spadaccino (genovese, dal passato misterioso quanto basta), è a sua volta una sorta di Kane, ma molto più guascone e ruffiano.
Il contesto in cui si muove in questo racconto è quello della Vienna appena scampata all'assedio turco. In una città semidistrutta si aggirano strani individui. Non tutti sono completamente umani. Colei che Canta, per esempio, non lo è. Così come non lo è la strega che Lorenzo incontra per caso in una bettola.

Il racconto in questione è un mix di fantasy e orrore, con agganci a tutta una possibile serie di sviluppi di un personaggio che è senz'altro affascinante. Nella scrittura di Vicenzi c'è un disegno, un quadro più ampio (e tutto da dipingere) rispetto a quello che si può vedere nelle pagine di Colei che Canta. Il bello è che ciò non inficia la bontà dell'ebook in questione, che potete tranquillamente considerare autoconclusivo.

Bello lo stile di scrittura, gradevole la caratterizzazione di personaggi primari e secondari.
In una parola: promosso.